RIFORMA 8 Agosto Ago 2014 2146 08 agosto 2014

Abolizione Senato, prima approvazione a Palazzo Madama

C'è l'ok al ddl Boschi, 16 ribelli Pd. M5s e Lega fuori dall'Aula.

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Che la rottamazione del Senato abbia inizio.
La riforma costituzionale del bicameralismo perfetto e del Titolo V, che porta le firme di Maria Elena Boschi e Matteo Renzi, ha incassato il primo ok a Palazzo Madama.
I sì sono stati 183, ma 16 'dissidenti' del Partito democratico e 13 'frondisti' di Forza Italia non hanno partecipato al voto (foto e video).

Così alla fine la maggioranza 'allargata' ha perso 47 voti: i favorevoli sulla carta dovevano essere 226 e invece sono stati ben al di sotto dei due terzi.

E Movimento 5 stelle e Lega Nord hanno scelto l'opposizione più dura, urlando parole di fuoco e uscendo dall'Aula.
Il premier non era presente, ma ha esultato su Twitter: «Nessuno potrà più fermare il cambiamento iniziato oggi».

Il testo trasforma il Senato in una camera non elettiva composta da 100 consiglieri regionali e sindaci, senza potere di fiducia verso il governo.
Servono però altre tre letture prima che diventi legge costituzionale.
Se non altro il primo via libera al ddl è arrivato nella data che auspicava il governo, l'8 agosto.
BOSCHI: «POSSIBILE QUALCHE MODIFICA». Il ministro delle Riforme Boschi, prodiga di baci e ringraziamenti, ha ricordato che «dopo un po' di vacanza, a settembre il ddl è atteso alla Camera dove, con l'accordo di tutti, potrà esserci qualche modifica».

Gli articoli cambiati devono quindi tornare al Senato per essere 'ratificati'. Poi bisogna attendere tre mesi per la seconda lettura.
Infine è previsto il referendum confermativo.
Per ora è stato dunque «soltanto un primo passaggio perché ci attende un lavoro ancora lungo e complesso, ma è un passaggio fondamentale», ha aggiunto la Boschi.

Le polemiche non sono mancate: i cinque stelle hanno dichiarato di non voler essere «complici di questo abominio», prima di mandare in scena il loro personale 'Aventino'.

Sel ha minacciato, sibillina: «Voi vi illudete di aver vinto, ma questo è solo l'inizio della battaglia».
CHITI CONTRO IL PATTO DEL NAZARENO. Nemmeno il dissenso interno alla maggioranza è rientrato. Chi chiedeva un Senato elettivo non ha votato. Vannino Chiti ha ricordato che «il patto del Nazareno non può definire delle colonne d'Ercole insuperabili».

Silvio Berlusconi, dal canto suo, si è auto proclamato determinante e ha gioito scrivendo ai suoi senatori: «Forza Italia è tornata a essere protagonista».
CALDEROLI: «ANDATE IN VACANZA SERENI». In chiusura, frecciata al veleno di Roberto Calderoli, leghista e correlatore del ddl: «Oggi esprimo un voto di astensione, nel senso di apertura di credito, credo ancora si possa fare qualcosa. Il tempo aiuta, andate in vacanza e andateci 'sereni', ve lo dico nel mio senso della serenità, non pensate a riforme perché altrimenti il messaggio assumerebbe significato renziano della serenità».

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