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DIPLOMAZIA 8 Agosto Ago 2014 0803 08 agosto 2014

Elezioni in Afghanistan, Kerry: «Accordo raggiunto tra i leader»

Il perdente fra Abdullah e Ghani diventerà primo ministro.

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La Commissione elettorale afghana al lavoro, durante lo spoglio.

Il segretario di Stato americano John Kerry, in una conferenza stampa dell’8 agosto a Kabul, ha sottolineato che «la creazione di un governo di unità nazionale è stata definita in un accordo fra afghani», e che gli Usa, l'Onu e altri partner hanno solo contribuito esternamente a raggiungerlo. Alludendo ad Abdullah Abdullah e Ashraf Ghani, Kerry ha ricordato che uno di questi due candidati nel ballottaggio deve diventare presidente ma che «entrambi dovranno trasformarsi in statisti per il futuro governo».
«OTTIMO L’ACCORDO TRA I LEADER». Il capo della diplomazia statunitense ha poi lodato il raggiungimento dell'intesa fra Abdullah e Ghani che, ha sottolineato, si ispira al principio di «un Afghanistan stabile ed unito». L'accordo sulla formazione di un governo di unità nazionale, ha infine detto Kerry, «rispetta pienamente la Costituzione afghana che prevede un sistema parlamentare e che definisce importanti poteri al presidente della repubblica».
INTRODOTTA LA FIGURA DEL PREMIER. Tuttavia ora, ha aggiunto, si vuole creare creata la figura di ‘chief executive’, una sorta di premier coordinatore del governo, che dovrebbe essere ricoperta dal candidato sconfitto. La sua legittimità deve essere ratificata da una Loya Jirga (Gran Consiglio) e poi introdotta nella Costituzione afghana.
CONTINUA LO SPOGLIO DEL VOTO. Nei loro interventi entrambi i candidati hanno sostanzialmente confermato che l'accordo raggiunto permette di «non guardare più indietro, ma verso il futuro dell'Afghanistan». Nella sede della Commissione elettorale indipendente (Iec), intanto, continuano le operazioni del nuovo conteggio degli 8,1 milioni di voti espressi nel ballottaggio del 14 giugno.
A partire dal 9 agosto dovrebbero cominciare anche a essere applicati i criteri per l'eliminazione dei voti frutto di brogli, in presenza di rappresentanti dei candidati, osservatori internazionali ed esperti di processi elettorali messi a disposizione dell'Onu. Da parte sua Karzai ha chiesto che questo nuovo spoglio termini prima della fine di agosto.

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