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ITER PARLAMENTARE 8 Agosto Ago 2014 2046 08 agosto 2014

Riforma del Senato, servono quattro letture: a settembre alla Camera

L'ok definitivo è lontano. Procedura aggravata e incognita referendum.

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Paolo Romani e Maria Elena Boschi nell'Aula di Palazzo Madama.

Il primo 'addio' al Senato è arrivato. Il disegno di legge Boschi ha incassato l'approvazione a Palazzo Madama. In sostanza, è l'inizio della fine del bicameralismo perfetto.
Ma l'iter parlamentare è tutt'altro che concluso: le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali necessitano di quattro letture.
Vengono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni a intervallo non minore di tre mesi tra esse, e devono essere approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione.
È L'ARTICOLO 138 DELLA CARTA. È la cosiddetta 'procedura aggravata'. Il procedimento è consacrato nell'articolo 138 della Carta.
La maggioranza assoluta (la metà più uno dei votanti) è stata conseguita nella prima lettura del testo al Senato: a Palazzo Madama l'8 agosto sono arrivati 183 voti a favore.
IL REFERENDUM AFFOSSÒ SILVIO. Resta l'incognita del referendum, che è escluso solo se nella seconda deliberazione (terza e quarta lettura) si registra in ciascuna Camera la maggioranza dei due terzi.
Proprio il referendum affossò la riforma varata dal governo Berlusconi.
La Costituzione prevede che le modifiche alla Carta siano sottoposte a referendum quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o 500 mila elettori oppure cinque Consigli regionali.
L'ESAME RIPRENDE A SETEMBRE. La riforma Boschi deve dunque essere incardinata alla Camera, dove, dalla ripresa dei lavori parlamentari nel mese di settembre, è in programma l'esame da parte della commissione Affari costituzionali presieduta da Francesco Paolo Sisto, di Forza Italia.

Quattro mesi di lavoro per 45 sedute di commissione e 24 in Aula

Fin qui l'esame al Senato è durato quasi quattro mesi.
183 VOTI FAVOREVOLI. Sono i numeri che la riforma ha incassato nella votazione finale in Aula. Zero i contrari, quattro i senatori che si sono astenuti (in Senato l'astensione viene conteggiata come voto contrario).
45 SEDUTE IN COMMISSIONE. Dal 15 aprile al 10 luglio.
24 SEDUTE A PALAZZO MADAMA. Dal 14 luglio all'8 agosto per un totale di circa 114 ore di lavoro.
7.413 EMENDAMENTI. Di questi, ne sono stati approvati 30 e respinti 2.300
CINQUE VOTAZIONI SEGRETE. Sulle 900 richieste.
DUE SCIVOLONI. Le volte in cui il governo è stato battuto in Aula nelle votazioni a scrutinio segreto.
5.083 EMENDAMENTI 'CANGURATI'. Cioè eliminati perché contenenti misure fotocopia.
NOVE ORE E 10 MINUTI. I tempi aggiuntivi concessi dal presidente Piero Grasso oltre a quelli previsti dal contingentamento decisi dalla conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama per i gruppi dell'opposizione.
In particolare, il Movimento 5 stelle ha avuto un'ora e 10 minuti in più; Sinistra ecologia e libertà 4 ore e 6 minuti; la Lega Nord 2 ore e 6 minuti; Gal 57 minuti e i 'dissidenti' del Partito democratico un'ora e 21 minuti.

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