PALAZZO MADAMA 8 Agosto Ago 2014 1005 08 agosto 2014

Riforme, approvazione del testo in Senato

Il ddl Boschi pronto al primo ok.

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Il primo scoglio è superato. L'Aula del Senato ha approvato la riforma della Costituzione in prima lettura con 183 voti a favore, nessun contrario e quattro astenuti.
Ma sono stati tanti i parlamentari dell'opposizione e i membri contrari della maggioranza che hanno lasciato l'Aula o si sono astenuti.
16 DISSIDENTI DEL PD E 19 FRONDISTI DI FI. I dissidenti del Partito democratico sono stati in tutto 16. Tra questi 14 non hanno partecipato al voto finale, uno si è astenuto e Stefano Esposito (che comunque non avrebbe detto sì alla riforma) era assente per motivi personali. I 'frondisti' Forza Italia che, secondo i tabulati, non hanno partecipato al voto sono stati 19. A questi si aggiungono otto esponenti di Nuovo centrodestra e due del gruppo Per l'Italia.
In mattinata c'è stato spazio per le dichiarazioni di voto dei capigruppo, ciascuna per 10 minuti, concluse dai presidenti dei senatori di Forza Italia e Partito democratico Paolo Romani e Luigi Zanda. Poi le dichiarazioni di voto in dissenso dai gruppi: per tre minuti a testa sono già iscritti a parlare Vannino Chiti e la senatrice a vita Elena Cattaneo.
Fuori dall'Aula, per protesta, il Movimento 5 stelle ha invaso il Transatlantico.
All'apertura della discussione si sono presentati per il governo il ministro per le Riforme, Maria Elena Boschi, e il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, oltre ad un gruppetto di sottosegretari.
Il 7 agosto era stato il giorno degli ultimi emendamenti.

Il liveblogging

12.37 - RENZI: «NON SI FERMA IL CAMBIAMENTO». «Ci vorrà tempo, sarà difficile, ci saranno intoppi. Ma nessuno potrà più fermare il cambiamento iniziato oggi #italiariparte #lavoltabuona». Lo ha scritto il premier Matteo Renzi a pochi muniti dall'approvazione dell ddl sulle riforme al Senato.

12.22 - LA RIFORMA PASSA. L'Aula del Senato ha approvato il disegno di legge di riforma della Costituzione con 183 voti a favore, nessun contrario e quattro astenuti.
Mentre la votazione era aperta, i senatori della Lega abbandonavano l'Aula tenendo in alto con la mano la scheda per la votazione. Dopo il voto, tutto un profluvio di abbracci: molto affettuoso quello tra la relatrice Anna Finocchiaro e il ministro Maria Elena Boschi. Poco prima del voto, quando il ministro per i Rapporti con il parlamento ha ringraziato il presidente del Senato Pietro Grasso «per il suo equilibrio e la sua imparzialità», si è levato un applauso soltanto dai banchi della maggioranza: mugugni, invece, dai banchi della Lega.

12.15 - BOSCHI: «OGGI PRIMO PASSAGGIO». Il voto in prima lettura al Senato sul ddl costituzionale «è soltanto un primo passaggio perché il lavoro che ci attende è ancora lungo e complesso, ma è un passaggio fondamentale, che ha comportato un lavoro impegnativo di quattro mesi».
Così il ministro Maria Elena Boschi in Aula al Senato.
«Esprimo un ringraziamento per l' equilibrio al presidente Grasso, che credo che abbia sempre cercato di mantenere l'imparzialità e il ruolo di garanzia in quest'Aula».

12.05 - CALDEROLI SI ASTIENE. «Oggi esprimerò un voto di astensione, nel senso di apertura di credito, credo ancora si possa fare qualcosa. Se verranno affrontati e risolti i nodi rimasti, mio voto pronto a diventare favorevole», in caso contrario «sarà battaglia». Lo ha affermato il senatore della Lega Roberto Calderoli, correlatore del ddl riforme, che conclude il suo intervento con una battuta: «Il tempo aiuta, andate in vacanza e andateci 'sereni', ve lo dico nel mio senso della serenità, non pensate a riforme perché altrimenti il messaggio assumerebbe significato renziano della serenità».
Calderoli ha poi lanciato una frecciata a Grasso: «Purtroppo presidente devo dire che non si è mai visto», un accorpamento di emendamenti così ampio. «Più che un canguro, è un canguro con il jet nel sedere».

11.17 - CHITI: «DISSIDENTI NON VOTANO». «Io e alcuni colleghi del Pd che ci siamo ritrovati in questi mesi» in una proposta alternativa di riforma, «restando in Aula come nostro dovere, non parteciperemo al voto». Lo ha detto il senatore Pd Vannino Chiti in merito al ddl. Non è stato precisato il numero dei senatori.

11.35 - CATTANEO (SC) SI ASTIENE. «Non ho visto il coraggio di volare alto. La verità è che non è questa la riforma costituzionale che serve al Paese. Si è parlato di allucinazione e professoroni con sentimento di sufficienza verso accademici impegnati». Lo ha affermato la senatrice a vita Elena Cattaneo annunciando la propria astensione «che so valere come voto contrario», al voto finale sul ddl riforme.

11.29 - M5S INVADONO TRANSATLANTICO. I senatori del M5s hanno 'invaso' il Transatlantico del Senato, dopo aver abbandonato l'Aula in segno di protesta contro il ddl riforme. Alcuni cinquestelle si sono abbracciati e non manca chi, per l'emozione, piange consolato dai colleghi.

11.28 - ZANDA: «AMPIA MAGGIORANZA». «Il nostro sistema pubblico ha bisogno di riforme finalmente realizzate, non solo immaginate». Così il capogruppo del Pd Luigi Zanda, nel dichiarare: «I senatori del Pd voteranno a favore della riforma» costituzionale. «Dispiace» che i senatori M5S siano «usciti dall'Aula: questo atteggiamento non corrisponde alla mia idea di parlamento». Il ddl Boschi, ha osservato Zanda, «sarà approvato da un consenso più largo della maggioranza di governo. Così deve essere perché le regole del gioco non si modificano senza interpellare tutti».

10.49 - GRUPPO MISTO-SEL NON VOTA. «Questo è solo l'inizio della battaglia, voi vi illudete di aver vinto, ma alla fine la saggezza dei cittadini rimanderà al mittente questa riforma che rappresenta un dissesto dell' architettura costituzionale». Lo ha affermato la capogruppo del gruppo Misto-Sel, Loredana De Petris, annunciando che il gruppo non parteciperà al voto finale.

10.28 - AUTONOMIE VOTA A FAVORE. Il gruppo 'Per le autonomie' ha annunciato di voler votare a favore del ddl costituzionale sulle riforme, «seppure con tutte le perplessità sulle criticità del provvedimento». Lo ha affermato il senatore Karl Zeller auspicando interventi migliorativi al testo alla Camera dei deputati.

10.28 - LEGA NON VOTA. I senatori della Lega hanno deciso di non partecipare al voto. A quanto si apprende, al momento della votazione finale i senatori del Carroccio dovrebbero lasciare l'Emiciclo secondo quanto è stato deciso dal gruppo parlamentare a palazzo Madama.

10.27 - GAL NON VOTA. Il gruppo Gal non intende partecipare al voto sul ddl riforme al Senato. Lo ha annunciato, nelle dichiarazioni di voto finale, il vice capogruppo Gal Fabio Maria Scavone. «La riforma non può essere il volto del governo in carica, non risolverà» la crisi economica «ed è pericoloso e ingiusto farlo credere agli italiani», ha spiegato Scavone ricordando «le continue ingerenze del governo e le troppe provocazioni che dall'esterno hanno scandito la riforma».

10.27 - IN ATTESA DI RENZI LE OPPOSIZIONI PENSANO DI LASCIARE L'AULA. La tentazione è quella di lasciare l'Aula al momento del voto finale sul ddl riforme ma nulla è ancora stato deciso. Movimento 5 stelle, Lega e Sel attendono di capire se Matteo Renzi abbia intenzione al Senato durante la votazione per stabilire come comportarsi. Al momento il M5s - hanno spiegato alcuni senatori pentastellati - sembra orientato ad «assistere passivamente» al voto: in sintesi, i parlamentari cinquestelle avrebbero scelto di fare le dichiarazioni di voto in Aula e di essere presenti durante le votazioni, ma astenendosi. Hanno promesso «sorprese», invece, i leghisti.

10.02 - SCELTA CIVICA: APPOGGIO AL GOVERNO. «Madrid è tornata a crescere grazie alla riforma del lavoro, noi ci aspettiamo che il governo affronti la riforma del lavoro, della spesa, della giustizia, con la stessa determinazione con cui ha affrontato la riforma del Senato». Lo ha affermato nel corso delle dichiarazioni di voto finali sul ddl riforme, Alessandro Maran, vicepresidente del gruppo Sc al Senato, sottolineando come Scelta Civica «sosterrà lo sforzo» del governo nel portare a termine la riforma Costituzionale.

Il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi (©Ansa).

10.01 - M5S FUORI DALL'AULA. Nessun senatore del Movimento 5 stelle sta assistendo alle fasi iniziali delle dichiarazioni di voto finali sul ddl riforme. Tutti i senatori Cinque Stelle sono rimasti fuori dalla Aula.

10.01 - CHITI PORTA FOGLI A ZANDA E GRASSO. Sono girati foglietti nell'Aula del Senato durante il dibattito finale sulle riforme. Vannino Chiti, tra i più critici, ha portato al suo capogruppo Luigi Zanda un manifestino in bianco e nero, che Zanda ha guardato con attenzione e poi ha ripiegato, dalle tribune si sono letti in testa i nomi «Chiti, Civati, Mineo», e qualche riga sotto a caratteri cubitali «Vergogna». Chiti ha portato al presidente del Senato Pietro Grasso un altro foglietto, forse di contenuto analogo a quello dato a Zanda.

Il presidente del Senato Pietro Grasso riceve un foglio dal senatore Pd Vannino Chiti (©Ansa).

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