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POLITICA 9 Agosto Ago 2014 2200 09 agosto 2014

Riforme, Forza Italia: pressing a Renzi sull'economia

Riforme, Fi in pressing sulle economia.

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Il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi.

Forza Italia fa leva sul «fondamentale» contributo offerto al governo per l'approvazione della riforma del Senato, come l'ha definito Silvio Berlusconi, per far sentire il suo peso a Matteo Renzi.
Siamo un'opposizione responsabile e gli unici interlocutori credibili, è il concetto che il Cav sta ripetendo ai fedelissimi. E che lo porta ad aspettare con impazienza la ripresa dei lavori dopo la pausa estiva per capire meglio le intenzioni del governo sul fronte economico.
L'intenzione dell'ex premier infatti è quella di giocarsi l'autunno in prima persona («recupererò l'agibilità politica ed elettorale» ha scritto l'8 agosto ai suoi parlamentari) convinto dell'imminente arrivo di novità positive da Strasburgo per quanto riguarda le sue condanne.
CAV TRA DISSIDENTI E SOCCORSO A RENZI. Ed è proprio in attesa di capire cosa possa succedere a settembre, che l'ex premier si prepara a giocare su diversi fronti. Se è vero infatti che l'ex capo del governo considera blindato il patto del Nazareno e continua a dirsi pronto a dialogare con palazzo Chigi anche su altri temi, nel partito la preoccupazione che Forza Italia rischi di essere danneggiata da un atteggiamento ambiguo nei confronti dell'esecutivo è alta. Berlusconi oltre a dover fare i conti con i dissidenti, pronti a settembre a ritornare sulle barricate, si trova a dover fronteggiare anche i dubbi di molti dirigenti azzurri su un possibile soccorso azzurro al premier in caso di necessità. Ipotesi invece che Berlusconi al momento non pensa di escludere, condividendo questo scenario con gli uomini della cerchia più ristretta, come Gianni Letta, la famiglia ed i vertici aziendali. La partita però è tutta da giocare.
IL MATTINALE: «NON SIAMO COMPLICI DEL DISASTRO DEL GOVERNO». Nel frattempo a mettere le mani avanti su una possibile collaborazione con il governo è stato il Mattinale, la nota politica che fa capo a Renato Brunetta: «Aver collaborato al processo di riforma costituzionale non ci rende affatto complici del disastro di un governo 'incapace'. Non siamo sprovveduti. Capiamo che la strategia di Renzi è stata quella di occultare la sua assoluta inettitudine nell'affrontare i temi della crisi reale».
Ed è proprio sulla «piaga» economica che ha cominciato a girare il coltello Forza Italia dopo essere stata determinante per far incassare al governo la riforma del Senato. A 24 ore dai festeggiamenti gli azzurri hanno sostituito i volti sorridenti con una espressione arcigna, quella di chi dice che la ricreazione è giunta al termine.
GASPARRI E CARFAGNA IN PRESSING SUL GOVERNO. «Lo slide show è finito. Il futuro dell'Italia ha bisogno di ben altro», è stato l'affondo di Maurizio Gasparri cui ha fatto eco la nota del gruppo parlamentare di Brunetta che ha bollato come «incapace» e «inetto» il governo per poi passare in rassegna le cifre della debacle economica.
Tranchant anche Mara Carfagna secondo cui Renzi «sulle riforme mette il turbo ma sull'economia è una lumaca».
ANCHE ALFANO PRESENTA IL CONTO. E nella sfida perenne che contraddistingue Fi e Ncd , Angelino Alfano ha voluto, anche lui, presentare il conto a Renzi: ha rimarcato il ruolo 'determinante' di Ncd sul versante riforme («Senza di noi nulla di ciò che sta accadendo sarebbe accaduto») per poi indicare la sua ricetta per l'emergenza economia, e porre le sue condizioni (tra l'altro ha rilanciato: «Superare l'art.18 per i nuovi assunti»).
GRILLO TUONA CONTRO I GOLPISTI DELLE RIFORME. Bene le riforme costituzionali ma ci sono anche il lavoro e l'economia: pure la presidente della Camera Laura Boldrini, preso atto del primo sì al ddl («Probabilmente», ha detto, «la riforma a ottobre sarà in aula alla Camera») ha poi volto lo sguardo verso il problema numero uno del paese, quello appunto della crisi economica e occupazionale.
Boldrini, a San Rossore al raduno degli Scout, ha incrociato il premier e la moglie Agnese con cui poi ha pranzato. Mastica amaro, invece, Beppe Grillo che auto-relegatosi ai margini delle riforme ha tuonato, come di consueto dal suo battagliero blog, contro quelli che ha definito «golpisti delle riforme» con cui non vuole «avere più niente a che fare».

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