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ENNESIMO TRIONFO 10 Agosto Ago 2014 2100 10 agosto 2014

Erdogan, il sultano sopravvissuto al tremendo 2013

Dopo la rivolta di Gezi Park e la Tangentopoli turca ha vinto ancora.

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Il premier turco Recep Tayyip Erdogan con la moglie Emine.

Ancora lui, Recep Tayyp Erdogan.
Il sultano da 12 anni domina incontrastato la politica turca. E il 10 agosto ha vinto le elezioni presidenziali. Il suo ottavo trionfo. Nemmeno un tremendo 2013 l'ha scalfito.
EX VENDITORE AMBULANTE. A 60 anni, l'ex-ragazzino di Kasinpasa - il quartiere popolare di Istanbul dove è cresciuto e di cui spesso si rivendica originario per ricordare ai suoi elettori di essere uno di loro e non uno di 'quelli' della elite 'europea' - l'ex-venditore ambulante poi calciatore riconvertito alla politica ha realizzato il sogno di una vita: entrare nella storia accanto al 'padre della patria' Mustafa Kemal Ataturk, diventando il primo capo dello stato eletto a suffragio universale, con una concentrazione di poteri degna dei sultani ottomani di cui è grande ammiratore.
Per molti turchi è il 'sultano', per i suoi fan 'Il Grande uomo', per gli oppositori 'Il dittatore'.
NEL 1994 SINDACO DI ISTANBUL. La sua ascesa cominciò nel 1994, quando Recep Tayyip Erdogan divenne sindaco di Istanbul.
Nel 2001 fondò il partito islamico Akp, vincendo alle politiche del 2002, quando fu eletto primo ministro.
Artefice di riforme economiche europee, si convertì in sostenitore di una adesione all'Ue.
Incassò l'appoggio di Bruxelles nello scontro di potere con i generali garanti della laicità dello Stato (a decine finirono in prigione) e vinse.
Diede il via a una ambiziosa politica estera 'neo-ottomana'.
L'Akp trionfò anche alle politiche del 2007 e del 2011.
«AL POTERE FINO AL 2023». L'economia viaggiava a ritmi di crescita 'cinesi', la Turchia era la 17esima potenza economica del mondo, il reddito procapite si era triplicato.
Il 'sultano' Erdogan proclamò la nuova 'grandeur' del Paese, prevedendo di restare al potere almeno fino al 2023, quando è in programma la festa per i 100 anni della Repubblica di Mustafa Kemal Ataturk, il solo politico turco che ormai gli fa ombra.
ROTTURA CON ISRAELE. Sposò la causa delle primavere arabe, ruppe con Israele, flirtò con Hamas e i Fratelli Musulmani, entrò nell'asse sunnita con Qatar, Egitto e Arabia Saudita. Si vedeva 'grande leader' del Medio Oriente.

Il 2013, anno buio: repressione nel sangue e Tangentopoli

I manifestanti hanno denunciato la censura esercitata dalle principali tivù turche.

Ma nella primavera 2013 iniziò il suo annus horribilis.
La sua politica siriana si rivelò un boomerang. L'ex amico Bashar al Assad non cadde. I gruppi jihadisti aiutati da Ankara dilagarano, finendo per occupare anche il Nord Iraq.
Si incrinarono i rapporti con Iran, Iraq, Russia e Egitto.
Esplose la rivolta di Gezi Park. Milioni di giovani contestavano la svolta autoritaria e l'islamizzazione del Paese imposte dal premier, rivendicano più democrazia e libertà.
MORIRONO OTTO RAGAZZI. E Erdogan ordinò una feroce repressione: morirono otto ragazzi, migliaia i feriti. Il mondo lo condannò. L'immagine del 'sultano' si era offuscata. Il 17 dicembre esplose anche la Tangentopoli turca.
Decine di nomi eccellenti del regime furono coinvolti, con lo stesso Erdogan.
INCHIESTE INSABBIATE. Il premier accusò di complotto l'ex-alleato Fetullah Gulen, defenestrando centinaia di magistrati e migliaia di poliziotti, per insabbiare le inchieste.
Rafforzò il controllo dei media, promuovendo leggi 'liberticide' per controllare la giustizia, imbavagliare internet.
Diede più poteri ai servizi segreti. E arrivò il 2014: il 30 marzo Erdogan a sorpresa vinse le amministrative. E il 10 agosto è diventato il nuovo presidente: la scalata a Palazzo Cankaya, quello costruito per il primo presidente Ataturk, è stata completata.

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