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REPLICA 10 Agosto Ago 2014 2008 10 agosto 2014

Renzi: «Le riforme? Decido io, non Troika o Bce»

«Draghi, l'Italia sa cosa deve fare».

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L'intervista di Matteo Renzi al Financial times.

Nessun commissariamento, né letterine coi compiti per le vacanze o lezioncine impartite dall'alto.
Matteo Renzi ha provato a tenere testa alle ingerenze europee sul percorso che l'Italia deve imboccare per contrastare la recessione tecnica certificata dai dati Istat.
E lo ha fatto parlando a un interlocutore internazionale, il Financial times.
In sostanza, la risposta più seccata è stata rifilata al governatore della Banca centrale europea Mario Draghi, che aveva chiesto «più sovranità all'Europa», detronizzando in un certo senso il premier italiano.
«SAPPIAMO COSA FARE». Renzi ha dichiarato: «Sono d'accordo con lui quando dice che il nostro Paese ha bisogno di fare le riforme, ma come le faremo lo deciderò io, non la Troika, non la Bce, non la Commissione europea».
Il motivo? «Perché l'Italia non ha bisogno di altri che spieghino cosa fare».
Stesso concetto ribadito anche alla stampa italiana, quando aveva detto in due interviste di «non prendere ordini dall'Ue».
«DEFICIT, QUESTIONE DI CREDIBILITÀ». Al Ft ha chiarito anche che non ha intenzione «di superare il tetto del 3% deficit/Pil. Speriamo di aver una crescita migliore nella seconda metà e chiudere con un deficit al 2,9%».
Renzi ha parlato di «regola vecchia», ma si tratta di «una questione di credibilità e reputazione per l'Italia anche se altri lo supereranno».
«IL NOSTRO MODELLO È LA GERMANIA, NON LA SPAGNA». «Il nostro modello non è la Spagna ma la Germania», ha chiarito Renzi a proposito della riforme avviate in risposta alla crisi economica. E poi ha ricordato di aver ricevuto un'ampia investitura popolare alle ultime europee: «Non credo ci sia nessun altro leader in Europa che può dire di avere tanti voti quanti il Partito democratico in Italia. Nessuno, neanche Angela Merkel».
«IN 5 MESI RIFORME CHE NESSUNO HA FATTO IN 70 ANNI». «Sono stato primo ministro per cinque mesi. In questi cinque mesi abbiamo fatto una riforma costituzionale che nessuno ha fatto in 70 nni», ha rivendicato il premier. «Ma quel che abbiamo fatto non è sufficiente, dobbiamo fare di più», ha spiegato. «Quando parlo al telefono con il Senato, con le autorità fiscali, con quelle giudiziarie e gli chiedo di andare più veloci» con le riforme, «loro mi rispondono: 'Nessuno in Italia è mai andato così veloce'. Poi vado dagli investitori stranieri e mi chiedono di andare ancora più veloce». «Neanche i dittatori sono riusciti a fare le cose così velocemente».
«Roma è una città piena di lobbisti. L'Italia è abituata a un capitalismo di relazione. Io non sono parte di quel sistema che ha distrutto questo Paese. Io sono solo, con il 40% di italiani che hanno votato per me, con gli 11 milioni di italiani che hanno votato per il mio partito, e solo con questi e con la mia squadra, questo Paese cambierà», ha dunque concluso Renzi.

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