Angelino Alfano 140519130635
IPSE DIXIT 11 Agosto Ago 2014 1513 11 agosto 2014

Alfano, vu cumprà e la polemica

Il ministro dell'Interno scivola sul termine razzista.

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Angelino Alfano.

Nel giorno in cui Carlo Tavecchio - quello della banana, per intenderci - è stato eletto alla guida della Fgci, a scaldare gli animi della Rete ci ha pensato pure il ministro dell'Interno Angelino Alfano.
Presentando la direttiva con cui ha chiesto a prefetti e questori di rafforzare i controlli contro l'abusivismo sulle spiagge, il titolare del Viminale ha sbottato: «Gli italiani sono stanchi di essere insolentiti da orde di vu cumprà, dobbiamo radere al suolo la contraffazione».
Già, «orde di vu cumprà».


IL PROBLEMA DELLA CONTRAFFAZIONE. Non che il problema della contraffazione non sia serio. Lo confermano gli ultimi dati. Dal primo gennaio 2013 al 30 giugno 2014 sono stati complessivamente oltre 87,5 milioni i prodotti contraffatti sequestrati. Di questi, quasi un terzo (25,5 milioni) riguardano i settori del tessile e dell'abbigliamento; 16,5 milioni sono invece i giocattoli, 8,7 milioni i prodotti di elettronica, informatica e audiovideo, 6,3 milioni i farmaci.
Ma quel «vu cumprà» non è stato ben digerito. Da più parti il ministro, protagonista della sua proposta agostana di abolire l'articolo 18, è stato tacciato di razzismo.
«Vu cumprà», entrato nei trending topic, «non si sentiva dai tempi di Jerry Calà», ha scritto @marcofoschi su Twitter.

«Nel Paese in cui il ministro dell'Interno parla in un comunicato di 'vu cumprà', Tavecchio può serenamente guidare la Figc», ha commentato Tommaso Labate.

Il termine «vu cumprà» si è cominciato a diffondere negli Anni 90 e come origine non è molto lontano da quel «sciuscià», reso celebre dal capolavoro di Vittorio De Sica. Si tratta in entrambi i casi della distorsione della pronuncia, nel primo caso degli immigrati che vendevano e vendono merci sulle spiagge, nel secondo dei bambini napoletani che, nel Dopoguerra, offrivano di lucidare le scarpe ai soldati americani, storpiando l'espressione inglese shoe shine, lustra scarpe.
IL PRECEDENTE CALCISTICO. Una cosa è certa: «Vu cumprà», che negli anni si è esteso ai poco edificanti «vu lavà» o «vu drogà» a seconda delle attività più o meno illegali svolte spesso da stranieri, è un'offesa. E lo dimostrano le 10 giornate di squalifica che si è beccato Alberto Grassi, giovane promessa della Pirmavera dell'Atalanta espulso l'11 marzo 2014 proprio per aver apostrofato così un avversario.
Dovrebbe ricordarselo, dunque Alfano che ha appena proposto l'arresto differito anche nei casi di inneggiamento all'odio razziale negli stadi. Compresa una buona fetta di stampa che continua a titolare senza colpo ferire sui «vu cumprà».
Angelino, tra l'altro, non è nuovo a esternazioni poco felici sugli immigrati. E non solo terminologiche.


Solo qualche giorno fa aveva giurato: «Non avallerò mai nessuna legge che possa far correre il rischio a un italiano di vedersi togliere il posto da uno straniero. Soprattutto nel Sud disoccupato». Anche in quel caso fu sommerso dalle critiche. Compreso quelle del collega e ministro del Welfare Giuliano Poletti.

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