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ASSE POLITICO 11 Agosto Ago 2014 2200 11 agosto 2014

Governo, il Pd stoppa le avance di Forza Italia

I berlusconiani: «Pronti all'appoggio».

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Renato Brunetta e, sullo sfondo, Matteo Renzi.

Il patto del Nazareno? Vale solo per le regole del gioco. Poi, nemici come prima.
Il Partito democratico ha insistito sulla linea dettata da Matteo Renzi: accordo con Forza Italia soltando per legge elettorale e riforma del Senato. Ma nulla più.
Il tentativo di asse sull'economia tra Angelino Alfano e Renato Brunetta è destinato a fallire.
La conferma è arrivata dal vice segretario del Pd Lorenzo Guerini: «Sui temi di governo il riferimento è 'le forze della maggioranza'».
BRUNETTA: «COESIONE NAZIONALE». Eppure il capogruppo alla Camera dei berlusconiani Renato Brunetta aveva aperto alla possibilità di un sostegno di Fi all'esecutivo in nome di un rinnovato clima di «coesione nazionale». Appello caduto nel vuoto.
Brunetta aveva provato a sfruttare l'ultima ondata di pessimismo arrivata dagli indicatori congiunturali e dai dubbi degli osservatori internazionali.
NUOVA SPONDA CON NCD SULL'ART. 18. «Ci si mette pure Moody's. Sembra l'estate del 2011. Ma noi non ci comporteremo come la sinistra», ha twittato dopo che già su Il Mattinale aveva riproposto l'agenda del centrodestra come terreno utile su cui collaborare, forte anche della richiesta di mettere mano all'articolo 18 che è arrivata dal Nuovo centrodestra di Alfano.

«DISCUTIAMO LE NOSTRE SOLUZIONI». «Batteremo ogni giorno il chiodo finché non entra nel muro, o nel duro cervello di Renzi. Questa agenda è quel che farebbe Fi e il centrodestra potendo agire sulle leve di governo. Non c'è trucco e non c'è inganno. Qualcuno ci dica dove le nostre soluzioni sono sbagliate, discutiamone», si legge nella nota politica mattutina redatta dallo staff del gruppo Fi della Camera.
IL PD: NIENTE TROIKA, AVANTI COSÌ. Ma il Pd non lascia spiragli. E la convinzione di andare avanti da soli per la propria strada si è rafforzata dopo che il portavoce della Commissione europea ha chiarito che sulle riforme l'Italia dovrà fare da sola e che non sono in arrivo nuove lettere della Troika come quella che portò alla fine del governo Berlusconi nel 2011.
MA I GRILLINI PARLANO GIÀ DI INCIUCIO. I cinque stelle intanto ne hanno approfittato per confermare i loro sospetti di 'incucio': hanno postato le foto degli abbracci tra senatori Pd e Fi durante i passaggi in Aula sulle riforme. La nuova larga intesa renziani-berlusconiani sembra però lontana. Almeno a parole.

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