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CASO DIPLOMATICO 11 Agosto Ago 2014 1711 11 agosto 2014

Marò, Renzi chiama Modi: «Ci sia una rapida soluzione»

Telefonata tra i due premier. L'India vuole tenere il caso.

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I fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone.

Il premier Matteo Renzi ha avuto un colloquio telefonico con il primo ministro indiano Narendra Modi.
I due leader hanno affrontato il caso dei due fucilieri di Marina, e non sembrano essere arrivate buone notizie.
Renzi cercava di fare un altro passo in direzione di quel canale di comunicazione tra Roma e New Delhi che l'Italia ha più volte ribadito di voler aprire, ma un accordo tra i due governi sembra ancora lontano.
MODI INTRANSIGENTE. Durante la sua campagna elettorale, il premier indiano aveva assunto posizioni dure sui marò. E si è confermato intransigente anche con Renzi. Sebbene abbia concordato sulla necessità di un dialogo tra i due Paesi, il premier indiano ha incoraggiato «la parte italiana a permettere un proseguimento del cammino del processo indiano». Così comunicato da New Delhi, in cui Modi sottolinea che «la giustizia indiana è libera, giusta e indipendente» e «considererà tutti gli aspetti» del caso perché una «soluzione giusta e rapida» della vicenda «è nell'interesse reciproco». Anche in vista di un «ulteriore rafforzamento» dei rapporti economici e commerciali tra Italia e India, di cui i due premier hanno parlato al telefono.
PINOTTI HA IN PROGRAMMA UNA VISITA A NEW DELHI. A una settimana dalla visita a New Delhi del ministro della Difesa Roberta Pinotti, la seconda in soli cinque mesi, il governo continua il suo affondo diplomatico premendo sull'esecutivo indiano. Già a inizio mese Renzi s'era detto «molto fiducioso nel nuovo governo indiano» e aveva espresso la speranza che l'esecutivo Modi «nelle prossime settimane» avesse «la possibilità di affrontare la vicenda dei due marò» e di «recuperarla in una dimensione di collaborazione» sulla base «del diritto internazionale».
Secondo molti analisti, con il passare del tempo e con una vicenda che se mal gestita può arrecare danno all'immagine dell'India, potrebbe crearsi lo spazio per una soluzione diplomatica in cui nessuna delle due parti esca chiaramente sconfitta e che permetta di raggiungere l'obiettivo più importante: il ritorno in patria di Latorre e Girone.
VICENDA IN FASE DI STALLO. Da un punto di vista giudiziario il caso di due militari italiani vive una fase di stallo. Anzi, sui due ricorsi alla Corte suprema indiana non si prevedono novità per molte settimane.
Anche il procedimento alla procura di Roma non è stato archiviat, «ma è fermo», sono le parole del procuratore capo Giuseppe Pignatone, «in attesa che l'autorità indiana dia corso alle commissioni rogatorie da tempo presentate, e già sollecitate».
E le due udienze di fine luglio nel tribunale speciale e nella Corte suprema di New Delhi per il rinnovo delle garanzie bancarie a sostegno della libertà dietro cauzione dei marò si sono rivelate pura routine e non hanno modificato la situazione.

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