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INTERVISTA 12 Agosto Ago 2014 1900 12 agosto 2014

Articolo 18, Renzi: «Totem ideologico»

Il premier: «Inutile parlarne ora».

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Matteo Renzi.

L'articolo 18 è tornato prepotentemente al centro del dibattito politico. La legge che vieta il licenziamento dei lavoratori senza giusta causa, il 12 agosto, è stata messa sul piatto della bilancia da Forza Italia, che ha chiesto la sua abolizione appoggiando la proposta del Nuovo centrodestra e dell'ex ministro del Lavoro Maurizio Sacconi.
Ma il premier Matteo Renzi preferisce non discuterne adesso: «Oggi l'articolo 18 è assolutamente solo un simbolo, un totem ideologico, proprio per questo trovo inutile stare adesso a discutere se abolirlo o meno. Serve solo ad alimentare il dibattito agostano tra gli addetti ai lavori», ha detto il presidente del Consiglio in un'intervista a Millennium.
«DISCUSSIONE TRA DESTRA E SINISTRA». «Si è fatto un disegno di legge delega che si sta discutendo in parlamento. È giusto o no riscrivere lo statuto dei lavoratori? Sì, lo riscriviamo. E riscrivendolo pensiamo alla ragazza di 25 anni che non può aspettare un bambino perché non ha le garanzie minime, non parliamo solo dell'articolo 18 che riguarda una discussione tra destra e sinistra», ha aggiunto Renzi.
Per quanto riguarda l'accordo con Forza Italia, che il 12 agosto è tornata a far sentire la sua voce chiedendo la cancellazione dell'Articolo 18m «ci deve essere rispetto per tutti, i dossier degli altri li leggo sempre. Ma per noi l'accordo è su due punti: le riforme istituzionali e la legge elettorale».
NESSUNA MANOVRA. Sul piano economico, Renzi ha negato l'esigenza di una nuova manovra: «Lo rismentisco. Noi l'abbiamo già fatta la manovra e abbiamo abbassato le tasse».
Possibile ridurle ancora per tutti? «Mi sento di provarci perché la pressione fiscale in Italia è troppo alta, non di prometterla. Ma credo che sarebbe un errore farlo» allo stesso modo per tutti. «Se ho 10 miliardi preferisco che siano indirizzati di più su alcune categorie e non spalmati su tutti».
Il bonus degli 80 euro può essere esteso ad altre categorie? «Non lo so, vediamo. Esiste la possibilità di estenderli. Ribadisco: sicuramente lo manteniamo per chi ce l'ha, vediamo se possiamo estenderlo».
ALITALIA: «SBAGLIATO DARE SOLDI PUBBLICI». Il premier ha parlato anche della questione Alitalia, e a chi gli chiedeva se fosse stato un errore dare soldi pubblici all'azienda, ha risposto: «In alcuni casi sì, bisogna avere il coraggio di farle fallire alcune aziende che sono dei carrozzoni ma bisogna anche far pagare i manager che hanno buttato via i soldi invece di dargli il premio di produzione. Le regole ci sono già, basterebbe applicarle».
Mai più denaro di Stato ad Alitalia? «È del tutto doveroso. Ne abbiamo messi talmente tanti di soldi pubblici che sarebbe inaccettabile».
Interrogato sul termine utilizzato da Angelino Alfano che parlando degli immigrati gli ha chiamati 'vu cumprà', il premier ha spiegato: «Per me non è un termine giusto. Io non l'avrei utilizzato».

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