Toti 140130004801
MAGGIORANZA 12 Agosto Ago 2014 1608 12 agosto 2014

Giovanni Toti: «Dialogo con Renzi se apre sull'articolo 18»

Il politico di Forza Italia: «Approviamo anche il Jobs Act».

  • ...

Giovanni Toti.

Giovanni Toti, consigliere politico di Silvio Berlusconi, rilancia l’idea di una Forza Italia nella maggioranza di governo, ma solo a una condizione: eliminare l’articolo 18.
Cogliendo al volo l’assist fatto da Angelino Alfano, Toti torna a gettare benzina sul fuoco su uno dei punti che divide di più il governo Renzi. Se infatti Ncd vuole l’eliminazione dell’articolo, supportato anche da Benedetto Della Vedova di Scelta Civica, la componente democratica del governo ha ribadito categoricamente il 12 agosto che la norma sul lavoro non è in discussione.
«DISCUTIAMO DI ECONOMIA». Toti ha dichiarato che per vedere Forza Italia nell’esecutivo «il tema non sono le poltrone ma le risposte che ci chiedono gli italiani. Certamente, se Renzi aprisse alle nostre proposte sull'economia, noi saremmo pronti a discuterne anche subito. Come abbiamo sempre fatto da opposizione responsabile».
«ABBIAMO FATTO LE RIFORME INSIEME». Per ora il partito di Berlusconi rimane all’opposizione, aggiunge Toti, ma intanto «abbiamo fatto le riforme che chiedevamo da vent'anni. Per il resto siamo pronti a dialogare da subito da persone serie, per il bene degli italiani».
«SEGUIAMO L’ESEMPIO DI RAJOY». Il consigliere politico di Forza Italia ha individuato i punti su cui può discutere con Renzi: «Ridurre la pressione fiscale per famiglie e imprese», e «attuare una radicale riforma del mercato del lavoro. Penso a quella che Rajoy e i popolari spagnoli hanno avuto il coraggio di mettere in cantiere nel 2012, e che ora sta cominciando a dare i suoi frutti».
«GOVERNO DISTRATTO SUGLI IMMIGRATI». E l'articolo 18? Va superato, ribadisce: «Peccato che questo non sia l'unico intervento da fare. Serve una revisione totale del sistema». Ma non solo. «Lo scenario che Renzi ha di fronte è complicatissimo. E non mi riferisco solo alla politica economica», osserva. La mano tesa potrebbe esserci anche sulla politica estera: la situazione in Libia, nel Medio Oriente, gli sbarchi di immigrati, necessitano, secondo Toti, «delle soluzioni che non siano l'operazione Mare Nostrum, totalmente fallimentare. Ma su questi temi il governo ci sembra inadeguato o perlomeno distratto».
JOBS ACT SE VIA L’ARTICOLO 18. E Forza Italia ha seguito subito le parole del suo consigliere politico. Nella nota politica dello staff del partito di Berlusconi si legge che «sulla proposta di Sacconi sull'art.18 (accordo entro agosto e approvazione del Jobs act) noi ci stiamo. E il Pd?».
TRE ANNI DI MORATORIA. La nota continua sostenendo che «Nei momenti di crisi occorre garantire, nel mercato del lavoro, il massimo della flessibilità in entrata e in uscita noi siamo d'accordo con Alfano sui contenuti. Non facciamo come il ministro che gioca questa carta per ragioni politiche di visibilità dentro la maggioranza».
«Per noi è una questione di economia, non di revanche o di impuntatura ideologica» conclude il mattinale, «tre anni di moratoria dell'art.18 per i nuovi assunti».

Articoli Correlati

Potresti esserti perso