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POLITICA 13 Agosto Ago 2014 2200 13 agosto 2014

Riforme, vertice Renzi-Napolitano sull'economia

A Castelporziano vertice sull'economia.

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Giorgio Napolitano (a sinistra) con Matteo Renzi.

Prima un faccia a faccia informale (e segreto) con Mario Draghi dopo la preoccupazione espressa dal presidente della Bce per l'incertezza delle misure strutturali poi una lunga cena a Castelporziano con Giorgio Napolitano, per fare il punto su riforme (da quelle istituzionali al lavoro), situazione economica e questioni internazionali. Matteo Renzi, a rapporto, ha rassicurato entrambi: spingo sulle riforme come un forsennato.
A settembre, ha ribadito il premier, si entrerà nel vivo di capitoli importanti come il lavoro, la Pa, la giustizia civile, le infrastrutture, mentre si metteranno al sicuro i conti con la legge di stabilità.
L'attenzione del Quirinale per il rispetto del parametro del 3% nel rapporto deficit-Pil ma anche per un debito pubblico che ha raggiunto un nuovo record storico, è anche l'attenzione del presidente della Bce. Se l'Eurotower, hanno spiegato gli analisti, deciderà di intervenire a difesa della tenuta dell'euro, magari acquistando titoli di Stato, vuole essere sicura che l'Italia proseguirà sulla via delle riforme e del rigore dei conti.
QUIRINALE: «ILLUSTRATE MISURE SU ECONOMIA E LAVORO». «Nell'incontro di questa sera il presidente del Consiglio ha riferito al capo dello Stato della sua telefonata con Barack Obama, dei recenti viaggi all'estero a cominciare» dal Cairo «e ha parlato delle decisioni che il governo prepara per l'economia e il lavoro nonché del progetto per la riforma della giustizia».
IL PREMIER AL FT: «APRIAMO AGLI INVESTIMENTI STRANIERI». Per il premier è fondamentale, ha riportato il Financial Times in una nuova (ma stavolta breve) conversazione di Renzi con il quotidiano britannico, «spalancare le porte» agli investitori stranieri in Italia. «Sono più felice che arrivi un grande investitore straniero e non quello italiano solito», ha ribadito Renzi, «non perché non sia anti-patriottico, ma perché contano i progetti produttivi, non i passaporti».
DOPO IL VIA LIBERA SUL SENATO LACORSA ALLE MISURE SULL'ECONOMIA. Dopo il primo via libera alla riforma del Senato, a partire dal Consiglio dei ministri del 29 agosto è previsto che si riprenda a correre sulle riforme strutturali che riguardano anche l'economia e sulle quali Palazzo Chigi è al lavoro anche a ferragosto. Dallo Sblocca Italia, alla Pa, alla riforma del lavoro («Riscriviamo tutti insieme la delega per la modifica dello statuto dei lavoratori», ha detto Renzi rifiutando un confronto ideologico). Senza dimenticare un'attenzione particolare allo stato dei conti pubblici, nel rispetto dei parametri europei, e alla necessità di intervenire sul taglio della spesa pubblica. «Restituiremo l'orgoglio a un Paese che ne ha bisogno come il pane; ce la faremo, non lasceremo il futuro a chi scommette sul fallimento», ha affermato Renzi a Milano.

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