Abadi Iraq 140811160203
NUOVO GOVERNO 14 Agosto Ago 2014 2242 14 agosto 2014

Iraq, Maliki annuncia le dimissioni e il sostegno ad Abadi

Ritirato anche il ricorso contro il presidente.

  • ...

Il primo ministro iracheno Nouri al-Maliki ha deciso di rinunciare al potere ed è pronto ad annunciare l'intenzione di sostenere il suo successore alla guida del governo, Haidar al-Abadi, in un intervento tivù.
Lo ha annunciato il suo portavoce, a quanto hanno reso noto i media internazionali. Ritirato anche il ricorso contro il presidente.
OBIETTIVO RICONCILIAZIONE. Lunedì 11 agosto il presidente della Repubblica, Fuad Masum, aveva incaricato un altro esponente sciita, Haidar al Abadi, di formare un nuovo governo per favorire una riconciliazione con la comunità sunnita, nell'ottica di cercare di arginare l'avanzata dei jihadisti dell'Isis nel Nord del Paese.
Maliki, tuttavia, aveva rifiutato di dimettersi, definendo la decisione del presidente una «violazione della Costituzione» e presentando quindi un ricorso contro Masum.
Maliki in precedenza era sembrato ignorare anche l'invito a lasciare formulato dalla massima autorità spirituale sciita del Paese, l'influente Grande Ayatollah Ali al Sistani.
ELOGI DAGLI STATI UNITI. La Casa Bianca ha espresso la propria soddisfazione tramite il responsabile per la sicurezza nazionale, Susan Rice: «Elogiamo la decisione del premier Maliki di dimettersi e dare il suo sostegno al primo ministro designato Haider al-Abadi per formare un nuovo governo in linea con la Costituzione irachena. È un enorme passo verso l'unità del Paese», ha fatto sapere Rice.
«L'impegno dimostrato da altri leader per formare un governo inclusivo e il sostegno internazionale sono segnali incoraggianti», ha aggiunto. L'Onu ha definito la decisione di Maliki «un passo storico», mentre il segretario di Stato americano John Kerry lo ha giudicato «un passo storico».
UNA VITTORIA PER WASHINGTON. Di certo si tratta di un'importante vittoria politica per Washington che da mesi ha fatto pressioni su Maliki perché si dimettesse. I rapporti tra Obama e l'ex premier erano ormai deteriorati da tempo proprio per le politiche discriminatorie di Maliki, causa principale dell'instabilità del Paese e dell'odio della minoranza sunnita, sfociata poi nello Stato islamico.

Altri morti nel Paese, esclusa l'evacuazione degli yazidi

Intanto continuano le violenze nel Paese: almeno quattro bambini sono morti in raid condotti dall'aviazione governativa irachena sulla città di Falluja, 60 chilometri a ovest di Baghdad, che dal gennaio scorso è controllata dai jihadisti dello Stato islamico.
Il presidente Obama ha annunciato che la minoranza degli yazidi, una delle più colpite dall'aggressione dei jihadisti sunniti, non dovrebbe essere evacuata dall'Iraq. L'opzione scelta dalla Casa Bianca è piuttosto uella del proseguimento dei raid aerei contro lo Stato islamico.

Correlati

Potresti esserti perso