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RIFORME 14 Agosto Ago 2014 1931 14 agosto 2014

Lavoro, Renzi: «Non eliminiamo garanzie, le cambiamo»

Il presidente sull'articolo 18: «Pronto a scrivere nuove regole».

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Il premier Matteo Renzi durante il suo intervento in occasione dell'incontro con gli amministratori locali a Termini Imerese.

Il premier Matteo Renzi ha parlato di lavoro a Termini Imerese: «Sono sempre pronto a scrivere nuove regole, però si fa pensando a cambiare le garanzie, non a eliminarle».
APPLAUSI DALLA GENTE. Impegnato nel suo tour nel Sud Italia, appena è sceso dall'auto il presidente del Consiglio è stato accolto dall'applauso della gente sistemata dietro le transenne in piazza Duomo, sede del Municipio.
«LAVORO! LAVORO!». Renzi dopo aver stretto le mani ad alcune delle persone che gridavano «lavoro! lavoro!», ha incontrato il sindaco di Termini Imerese, Salvatore Burrafato, altri amministratori locali dei Comuni del comprensorio e una delegazione sindacale.
Con lui c'erano il ministro del Lavoro Giuliano Poletti e il deputato del Partito democratico Davide Faraone.
«BASTA RASSEGNAZIONE». Il premier, andando via da Gela, ha esortato a «uscire dalla rassegnazione. Bisogna fare il tifo per l'Italia. Uscire dalla cultura della paura, dalla paura delle minacce. L'auspicio è che in questi tre mesi si lavori come diceva il grande Dante Alighieri a viso aperto».
Renzi ha quindi invitato a fare «un punto su tutto ciò che è l'agroalimentare, sulle crisi che attraversa ma anche sulle potenzialità che ha. Qui si gioca una scommessa per l'Italia nei prossimi mesi».

Il premier ha trascorso in Meridione la vigilia di Ferragosto: Napoli, Reggio Calabria, Gela e Termini Imerese sono «capitali della crisi» e perciò snodi cruciali della sfida della ripartenza.
Nel rispondere a chi gli domandava se ci si debba attendere a settembre misure choc per l'economia, il premier ha scandito bene le parole: «L'impegno è quello che ci siamo dati, a partire dal Consiglio dei ministri del 29 agosto. Confermiamo tempistica e metodo» del programma di governo.
Insomma «nessun tipo di problema o preoccupazione, con calma e serenità andiamo avanti decisi».
QUALCHE PROTESTA DEI LAVORATORI. Fuori alla Città della scienza di Napoli, immersa nell'ex area industriale di Bagnoli, così come fuori dalla prefettura di Reggio Calabria e a Gela e Termini Imerese c'erano gruppetti di lavoratori che protestavano.
La ricetta, ha spiegato Renzi, non è vivere nella «cultura della rassegnazione e della delega», perché «il Sud non è retrogrado».
E neanche puntare sul 'modello spagnolo' fatto di «investimenti immobiliari e abbassamento dei salari».
Bensì puntare ancor di più su cultura, scuola, innovazione e sulla «qualità della vita» dei lavoratori.

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