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DIPLOMAZIA AL LAVORO 15 Agosto Ago 2014 1435 15 agosto 2014

Iraq e Ucraina, si riunisce il Consiglio dell'Unione europea

Il ministro a Bruxelles per il Consiglio su crisi in Iraq e Ucraina.

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Il ministro degli Esteri Federica Mogherini al suo arrivo al Consiglio di Bruxelles.

Si è riunito il Consiglio dei ministri degli Esteri dei Paesi dell'Unione europea, chiamato a dare risposte alle crisi in atto in Iraq e Ucraina.
Il ministro degli Esteri Federica Mogherini, arrivata a Bruxelles e tra coloro che hanno chiesto con urgenza questa riunione straordinaria, si è detta favorevole ad armare i peshmerga curdi contro l'avanzata dello Stato islamico. L'obiettivo è anche quello di difendere la minoranza cristiana nel Paese, ricordata anche oggi dal papa durante la sua visita in Corea.
Le armi ai curdi? «Serve una discussione ed una posizione unica dell'Ue, per noi è importante che possa avvenire in una cornice Ue. I curdi in questo momento hanno bisogno di sostegno, dobbiamo trovare le forme corrette per farlo, col coinvolgimento diretto del governo di Baghdad», ha dichiarato Mogherini.
CRISI CHE MINACCIANO L'UE. «Ci auguriamo che il governo in Iraq sia formato nei prossimi giorni, non settimane. Le notizie del passo indietro di Maliki sono positive. Dobbiamo mettere tutta la pressione politica possibile sulla formazione di un nuovo governo a Baghdad, ed con loro rafforzare il governo autonomo del Kurdistan», ha aggiunto il ministro.
«Quella irachena, quella mediorientale, ma anche la Libia, che abbiamo chiesto di inserire nell'agenda, sono crisi che riguardano da vicino l'Europa, la nostra sicurezza, la nostra stabilità, e il nostro dovere umano prima di tutto», ha concluso Mogherini prima di iniziare l'incontro.
SEI VOLI UMANITARI ITALIANI. Anche l'Italia comunque ha intenzione di dare il suo contributo alla causa degli yazidi, una delle minoranze perseguitate dallo Stato islamico.
«Col ministro Pinotti abbiamo dato il via al piano di assistenza italiana per l'Iraq. Si tratta di sei voli, i primi due il 16 agosto, per portare innanzi tutto generi di prima necessità, quello che ci è stato richiesto dagli operatori sul terreno attraverso l'Unicef. Soprattutto acqua, cibo, biscotti proteici, tende e sacchi a pelo».
IN CERCA DI UN'AZIONE UNIVOCA. Ma armare i curdi potrebbe essere una decisione difficile da raggiungere. Occorre infatti trovare ancora un'unità di intenti, dato che le posizioni altri Paesi, come la Svezia, sembrano distanti.
«Ho accolto con favore quello che gli Stati Uniti, la Francia ed altri hanno fatto. La Svezia per altre ragioni non può, e per questo si concentra in quello che sa fare meglio, cioè gli aiuti umanitari», ha detto il ministro svedese Carl Bildt al suo arrivo al Consiglio esteri Ue. «Occorre una strategia politica, umanitaria e di sicurezza' al livello Ue, ha detto, ed 'è importante che ci sia coordinamento con le autorità di Baghdad».
FRANCIA FAVOREVOLE AD ARMARE I CURDI. Più favorevole a un coinvolgimento diretto è invece la Francia. Come ha spiegato da Bruxelles il ministro degli Esteri Laurent Fabius: «La Francia è stato uno dei primi Paesi ad agire sia sotto il profilo degli aiuti umanitari che delle armi. Ho domandato questa riunione perché spero che l'Europa intera si mobiliti a sostegno dell'Iraq e dei curdi, che stanno soffrendo in modo atroce. E' il senso di questa riunione e avremo il risultato tra poche ore».
GERMANIA: «FAREMO QUANTO NECESSARIO». Anche il ministro tedesco, Frank-Walter Steinmeier, è per un largo coinvolgimento in Iraq. Come ha spiegato al suo arrivo al Consiglio Esteri Ue, ricordando che la Germania invia aiuti per 4,5 milioni di euro, Steinmeier ha spiegato: «Gli europei non si possono limitare a elogiare la lotta coraggiosa delle forze di sicurezza curde. Il 16 agosto andrò in Iraq per studiare sul posto di ciò di cui hanno bisogno. Andremo al limite di ciò che è giuridicamente e politicamente possibile».

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