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PROSSIME MOSSE 16 Agosto Ago 2014 2140 16 agosto 2014

Governo Renzi: cosa c'è nell'agenda di settembre

Dall'autunno le nuove riforme.

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Matteo Renzi.

Le tre prossime tappe sono già segnate. Infrastrutture, giustizia, scuola. Tre segnali forti, in apertura della stagione più delicata, alla vigilia di battaglie cruciali in Europa e in parlamento. L'appuntamento è il Consiglio dei ministri del 29 agosto. La tentazione di Matteo Renzi è portare sul tavolo del governo fin da subito la «sorpresa» sulla scuola annunciata per settembre. E aprire una grande consultazione tra cittadini e addetti ai lavori, mentre si cercherà il miliardo di euro di risorse da stanziare per l'educazione nella legge di Stabilità. Ma l'agenda dell'autunno è fitta: dalla spending review da licenziare al Job Act da completare veramente. E intanto dopo un'intensa settimana, segnata dagli incontri con Draghi, Napolitano, il Papa, la visita all'Expo, il 'tour' al Sud, Renzi si concede qualche giorno di vacanza. Trascorre il Ferragosto in famiglia, a Pontassieve.
CERCARE CRESCITA «STRUTTURALE». Il 16 mattina ha fatto un giro in collina in bicicletta poi, dopo un pranzo con i parenti, parte per il mare, alla guida della sua auto, con al fianco la moglie Agnese. Ma non si interrompe, raccontano, il lavoro sui dossier delle riforme, in vista della fitta agenda d'autunno. I dati sull'economia italiana in recessione, sulla frenata tedesca, sull'Europa in stagnazione, rendono tutto più complicato.
Ma proprio il segno negativo davanti al Pil della Germania conferma il premier nella convinzione che le misure del rigore non siano la risposta alla crisi, ma si debba agire su «fattori di crescita» strutturali. Riformare settori cruciali come la giustizia, investire nelle infrastrutture, come si appresta a fare il decreto Sblocca Italia, e scommettere sulla scuola e la ricerca. Con passo svelto e misure ambiziose.
PIANO PER LA SCUOLA A SETTEMBRE? L'idea sarebbe quella di portare in Cdm già il 29 agosto il piano per la scuola, per lanciare prima del via delle lezioni, seguendo il metodo già adottato sulle altre riforme, una consultazione tra insegnanti e cittadini, che potrebbe protrarsi, vista la complessità della materia, anche per due mesi. La proposta del governo potrebbe articolarsi su tre grandi capitoli: i programmi e le competenze, l'autonomia scolastica e i docenti. Non misure a costo zero, come è stato in alcuni degli anni passati, ma interventi coperti, con un segnale 'politico' deciso, da un cospicuo stanziamento di risorse («Mettiamo un miliardo», ha annunciato Renzi) nella legge di Stabilità, che permetterebbero di varare anche un articolato piano assunzioni.
«Il problema non sono quei 4 mila che un lavoro ce l'hanno bensì i milioni che non ce l'hanno», ha detto martedì il premier, a chi gli ricordava che è aperta la questione dei 4mila insegnanti di quota 96 che non riescono ad andare in pensione. Ma per creare posti di lavoro bisogna, ribadiscono fonti di governo, stimolare la crescita.
NOMINE UE 30 AGOSTO E ECOFIN 13 SETTEMBRE. La crescita, è convinto Renzi, è «l'unica ricetta» per uscire dalla crisi. E lo sanno bene nel quartier generale di Forza Italia, dove Renato Brunetta scalpita perchè le sue formule vengano ascoltate dall'esecutivo, con gran disappunto degli ex alleati del Carrocio.
E la partita della crescita è destinata a giocarsi in autunno in Europa, a iniziare dal Consiglio straordinario del 30 agosto destinato a decidere gli equilibri tra partito del rigore e partito della flessibilità con le nomine al vertice delle istituzioni Ue. Poi l'Italia, a partire dall'Ecofin informale del 13 settembre a Milano, ingaggerà la sua battaglia per avere maggiori margini di flessibilità per le riforme. Nella convinzione di poter contare adesso non più solo sull'asse con la Francia, ma su una sensibilità maggiore anche a Berlino.

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