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MEDIO ORIENTE 16 Agosto Ago 2014 2133 16 agosto 2014

Iraq, armi ai curdi: commissioni Esteri e Difesa decidono il 20

Fissata la data per la discussione. Boldrini: «Ue agisca con vigore».

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Il presidente della Camera, Laura Boldrini.

Iraq, Isis e curdi nell'agenda del parlamento italiano. Dopo che l'Unione europea ha detto sì alla fornitura di armi alla popolazione impegnata a contenere l'offensiva dell'Isis, anche l'Italia s'è mossa per dare sostegno militare a Erbil.
A fissare la data della discussione politica è stato il presidente della commissione Difesa al Senato Nicola Latorre, anche a seguito della nuova giornata di violenze dei jihadisti in Medio Oriente.
SERVIVA L'OK DELL'UE. Come previsto dai trattati comunitari, la competenza sull'invio di armi appartiene agli Stati (Parigi è già partita), ma nel fare le proprie scelte ora le capitali possono contare su una cornice europea.
Paesi come Svezia, Irlanda, Finlandia e Austria avevano fatto sapere fin dal primo momento di volersi concentrare solo sull'aspetto umanitario. Ma altri, come Gran Bretagna, Spagna, Olanda e la stessa Italia (che ha inviato i primi voli del ponte di aiuti umanitari), attendevano la luce verde di Bruxelles, prima di avviare il dibattito politico interno.
RIUNIONE IL 20 AGOSTO. «Abbiamo convocato per il 20 agosto alle 12.30 le commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato alla presenza dei ministri Pinotti e Mogherini per condividere le iniziative decise dai ministri degli esteri Ue nel vertice di Ferragosto sull'Iraq», ha precisato il senatore del Partito democratico.
Una nota ha poi spiegato che alla presenza del ministro degli Esteri Federica Mogherini e del ministro della Difesa Roberta Pinotti, su iniziativa dei presidenti delle commissioni Esteri e Difesa di Senato e Camera, Pier Ferdinando Casini, Latorre, Fabrizio Cicchitto ed Elio Vito, è stata convocata la riunione d'emergenza per far fronte all'emergenza umanitaria in Iraq e decidere le misure di sostegno alla resistenza curda.
PAROLA AL PARLAMENTO. Poco prima la presidente della Camera Laura Boldrini s'era detta disponibile a valutare le decisioni del vertice straordinario dei ministri degli Esteri europei e della decisione di fornire armi ai curdi e aiuti umanitari. precisando che Montecitorio «è pronto a discutere in ogni momento quanto è stato deliberato da Bruxelles».
L'UE AGISCA CON VIGORE. Secondo la presidente della Camera, infatti, su Gaza, Siria e Iraq «l'Europa deve agire con maggior vigore e in maniera unitaria e coordinata». Quindi Boldrini ha ricordato che «la drammatica crisi in Israele e nei territori palestinesi non può farci dimenticare ciò che accade da oltre tre anni e mezzo in Siria, dove quasi la metà della popolazione è sfollata, nonché il terribile conflitto che sconvolge l'Iraq».
BERLINO VOLA A BAGHDAD. Intanto anche la Germania, che inizialmente era apparsa contraria alla fornitura di armi, è al lavoro per spingersi «al limite di ciò che è giuridicamente e politicamente possibile», ha spiegato il ministro degli Esteri Frank-Walter Steinmeier, volato a Baghdad per incontrare il presidente Fuad Masum ed il premier designato Haidar al Abadi.
L'Europa, così come gran parte della comunità internazionale, vede in Abadi «un piccolo barlume di speranza» ha spiegato ancora Steinmeier.
Per questo, sottolinea Mogherini, «dobbiamo mettere tutta la pressione politica possibile sulla formazione di un nuovo governo, nei prossimi giorni, non settimane».

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