Matteo Renzi 140616163216
MAMBO 17 Agosto Ago 2014 0841 17 agosto 2014

La classe dirigente italiana è priva di idee

Bisogna accelerare sulle riforme per invertire la rotta in Europa.

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Il premier Matteo Renzi.

È giusto dire o chiedere che un governo possa lavorare in pace senza critiche, cori ostili, suggerimenti pedanti? No, non è giusto. L'opposizione ha i suoi diritti, l'informazione deve fare la sua parte, i suggeritori professionisti devono spremersi le meningi e a noi spremere qualcosa che, in quanto maschi, abbiamo più in basso. Però è anche giusto non lasciare in pace, non smettere di dare consigli, non invitare a cori diversi chi al governo si oppone nel parlamento, nei giornali, dovunque si formino piccole e grandi correnti di opinione pubblica.
Prendiamo il caso del primo pacchetto di riforme renziane. In una qualsiasi emeroteca troveremo sui giornali di pochi o molti anni fa dichiarazioni o pensosi editoriali contro il bicameralismo perfetto, sul bubbone della burocrazia statale, sulla malagiustizia. Cause, almeno due di loro, anche dei mancati investimenti esteri nel nostro Paese. Per non dire del Porcellum che tutti volevano cancellare. Oggi queste priorità non esistono più e occuparsi di questi argomenti, persino spudoratamente portarli in parlamento e fare approvare leggi ad hoc, appare o viene descritta come una inutile perdita di tempo.
L'ITALIA DEVE INVERTIRE LA ROTTA. Gli stessi soloni ci hanno spiegato la centralità dell'Europa, chi per chiedere ai nostri governanti di fare diligentemente i compiti a casa elaborati dagli eurocrati, chi chiedendo sic et simpliciter che abbandonassimo l'Europa. Ora che si scopre che la Germania si ferma perché avendo fatto un deserto non sa a chi vendere e perché nell'intero continente non vi sono che poche aziende leader nei settori del futuro diversamente da ciò che accade in altri mondi, ora, quindi, che si può porre il tema italiano su uno sfondo di maggiore verità, tutti sembrano ignorare il radicale cambiamento della partita: gli ultra-europeisti perché non vogliono ammettere che la loro Europa era una tigre di carta, gli anti europeisti perché vedono che le cose sono più veloci del loro spirito iconoclasta. Se l'Italia avesse una classe dirigente, non solo politica, dovrebbe spingere il governo ad accelerare sulle riforme già in cantiere e a fare un sintetico piano economico in cui sia scritto come il 'pubblico' può intervenire per premiare le imprese di avvenire. Poi scuola, ricerca, grandi lavori. E così facendo portarsi a Bruxelles non con il cappello in mano ma con stentorea voce di chi può far invertire la rotta.
RENZI NON BUTTI VIA L'OCCASIONE. Il dramma è che ci confrontiamo con una classe dirigente priva di idee e con un pezzo di classe politica, la famosa società civile, che apre la bocca e dà fiato, come fa quell'ineffabile grillino indulgente sul Califfato. Eduardo de Filippo diceva: «A me, me fa' paura 'o fesso». È lui, in folta compagnia, a minacciare l'Italia, ma nell'elenco non ci sono solo deputati grillini, ma anche titolati deputati, commentatori domenicali, e, purtroppo, alcuni ministri/e inadeguate. La fessaggine è la nostra ebola, virale, in rapida crescita, aggressiva anche verso le menti migliori. Renzi dovrebbe essere il dottor House che guarisce questo male purché ricordi il motto: medice cura te ipsum, perché troppo spesso lui e i suoi danno l'avvio, con dichiarazioni un po' fesse, appunto, a giornate di futilità politiche che danneggiano l'Italia.

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