Matteo Salvini Lega 131216134949
GRANE GIUDIZIARIE 18 Agosto Ago 2014 0954 18 agosto 2014

Bossi-Salvini, lo scontro sul vitalizio finisce in tribunale

Il Senatùr denuncia la Lega per un assegno da 900 mila euro.

  • ...

Matteo Salvini e lo sconfitto Umberto Bossi.

Sopra il Carroccio volano gli stracci. Questione di soldi e di scontro generazionale.
La querelle è tra il fondatore della Lega Nord Umberto Bossi e l'ultimo segretario Matteo Salvini (che ha però derubricato tutto alla voce «cazzate»).
I due si erano sfidati alle primarie 'padane' nel dicembre del 2013, ma ora il duello è sul capitolo rimborsi.
Oggetto del contendere il vitalizio di 900 mila euro al Senatùr percepito dal partito che, come rivelato dal quotidiano la Repubblica, dopo varie trattative sarebbe stato ridotto a 400 mila euro, poi a 200 e infine negato da Salvini a Bossi.
Umberto ha dunque citato davanti al tribunale di Milano la sua 'creatura' politica.
I SOLDI SEMPRE RIDOTTI. Bossi avrebbe ottenuto un sequestro cautelativo di 6 milioni di euro sui conti leghisti per assicurarsi il vitalizio e pagare la parcella del proprio avvocato, Matteo Brigandì.
Grazie alla mediazione del tesoriere del partito, Stefano Stefani, si era giunti una scrittura privata con la quale Bossi svincolava i 6 milioni e si assicurava un vitalizio di 400 mila euro, poi ridotti a 200 per le difficoltà di cassa del Carroccio.
PATTI NON RISPETTATI. L'accordo prevedeva anche la rinuncia da parte della Lega di costituirsi parte civile nel procedimento penale contro il Senatùr e i suoi due figli per i presunti fondi sottratti alla Lega.
A creare il caso è però intervenuta una citazione in giudizio nei confronti di Salvini che sarebbe stata preparata dall'avvocato di Bossi, Matteo Brigandì, convinto che via Bellerio stesse disattendendo quegli impegni messi a verbale anche con la sua firma e con i quali lui stesso aveva rinunciato a un contenzioso aperto ai tempi della segreteria di Maroni. E proprio Brigandì, alla fine, è rimasto col proverbiale cerino in mano, dopo che il suo documento è finito alla stampa. Di certo, ha spiegato Salvini, «non ci costituiremo» contro Bossi. . «E comunque» - ha aggiunto - «noi usiamo il nostro tempo per fermare Mare Nostrum e ridurre le tasse, non per le cazzate».
CHIARIMENTO TELEFONICO. Mentre Salvini smentiva lo scontro, Bossi era nella sua casa di Gemonio. I due si sono sentiti e chiariti. Anche se sui soldi c'è poco da fare: la situazione dei conti della Lega è critica e per chi assiste Bossi (anche per i suoi problemi di salute) le spese sono già passate dai 900 mila euro dello scorso anno a un accordo per un massimo di 450 mila euro, che però potrebbe ancora scendere. Nessuna guerra con Salvini, ha risposto Bossi ai giornalisti uscendo di casa: «Di lui mi fido, è un ragazzo che deve farsi un po' di spalle e se le farà».

Articoli Correlati

Potresti esserti perso