Beppe Grillo Giornalista 140818092001
MAMBO 18 Agosto Ago 2014 0945 18 agosto 2014

M5s e Grillo: siete incivili e fancazzisti come la Casta

Dagli insulti al dialogo con l'Isis: il vero volto del movimento dell'ex comico.

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Nell'elenco dei candidati per il 'giornalista dell'anno' indicati dal blog di Beppe Grillo c'è anche Peppino Caldarola.

Ci sono anche io fra i 37 giornalisti nominati in un elenco apparso sul blog di Beppe Grillo per ottenere, dopo un sondaggio, il titolo di maggior nemico del Movimento 5 stelle.
Potrei scrivere che è un onore essere in quell'elenco. Essere indicati in una lista di sapore fascista da un personaggio di struttura culturale fascista è segno che si lavora nel campo buono.
Tuttavia la ritorsione polemica e persino l'ambizione di essere nominato come il peggior nemico dei grillini non toglie valore alla vera sensazione di tristezza e di angoscia che provoca la terribile discesa nel buio del M5s.
INTERCETTATA LA RABBIA. C'era nel Paese un diffuso scontento verso la politica che un comico in declino e un arruffapopoli in cerca di notorietà hanno intelligentemente intercettato.
Grillo e Casaleggio, della protesta in Rete, hanno anche capito il bisogno di riconoscibilità fisica, il momento del calore, e periodicamente su parole d'ordine radicali, e in particolare la più radicale di tutte - «vaffanculo» - hanno portato il proprio popolo in piazza. La politica ufficiale ha visto e non ha capito.
SDOGANATO L'ISIS IN IRAQ. Nasce da qui il successo elettorale. Solo che il nuovo movimento politico è un aggregato delle peggiori culture autoritarie e mette insieme i peggiori dovunque siano, si chiamino Farage in Gran Bretagna o il Califfo in Medio Oriente. Ha solo snobbato Le Pen perché diretta concorrente in Europa a guidare le truppe del populismo a forte impronta neofascista.
SOCIETÀ CIVILE COME LA CASTA. In Italia il movimento, nato, a suo dire, per rivoluzionare tutto, si scopre alleato di Minzolini e Mineo nel voler cambiare nulla mentre i deputati e senatori neoeletti provano a tutti noi quanto sia deleterio affidarsi alla società civile così com'è, visto che s'è rivelata, infatti, incivile e fancazzista come la Casta.
Grillo è la tragica conferma che il rivoluzionarismo totale alla fine vuol lasciare tutto come sta, che questi movimenti palingenetici servono solo a promuovere un nuovo ceto privo di senso dello stato e di cultura come gran parte di quello precedente e a sdoganare atteggiamenti presi dalle cantine di tutte le culture autoritarie del passato.
L'ESIBIZIONE DELL'ARROGANZA. Non so quanti voteranno ancora per il comico che ha da tempo smesso di far ridere, ma ancora una volta una rivoluzione finisce in birreria fra proclami neofascisti, narrazioni mondiali tragiche ed esilaranti, esibizione di arroganza in linea con quella che si diceva di voler combattere.
Il caro Federico Orlando, collega fine ed elegante appena scomparso, il cui nome compare nell'elenco di Grillo non poteva avere necrologio migliore che attestasse come in tutta la sua vita sia sempre stato dalla parte giusta, cioè all'opposto di questi miserabili che lo vogliono far insultare anche quando non è più con noi.
È il caso di urlare: Grillo, vaffanculo.

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