Roberto Maroni 140611134651
IN PROCURA 18 Agosto Ago 2014 1717 18 agosto 2014

Roberto Maroni, l'inchiesta resta a Milano

Il pg della Cassazione respinge la richiesta di trasferimento a Roma.

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Roberto Maroni, governatore della Lombardia.

Nessun trasferimento a Roma. Resta a Milano l'inchiesta in cui il governatore della Lombardia Roberto Maroni è indagato assieme al capo della sua segreteria Giacomo Ciriello, con l'accusa di aver esercitato pressioni per far ottenere a due sue ex collaboratrici contratti di consulenza rispettivamente con Expo e con Eupolis.
FATTO COMPIUTO A MILANO. Lo ha deciso a inizio agosto il pg della Cassazione al quale alla fine di luglio il difensore di Maroni, l'avvocato Domenico Aiello, aveva chiesto la trasmissione degli atti dell' indagine dalla procura del capoluogo lombardo a quella della Capitale, segnalando l'incompetenza territoriale dei magistrati milanesi ad indagare.
Il pg ha invece ritenuto che l'inchiesta debba rimanere a Milano, luogo dove sarebbe stato commesso il reato ipotizzato. Maroni è accusato di induzione indebita in relazione a un contratto di collaborazione per due anni con Expo 2015 spa ottenuto da Maria Grazia Paturzo (non indagata). Per questo capitolo dell'indagine è finito sotto inchiesta anche il dg di Expo Christian Malangone.
PER L'ALTRO CONTRATTO L'IPOTESI È TURBATA LIBERTÀ. Per l'altro contratto assegnato a Mara Carluccio da Eupolis, ente di ricerca della Regione Lombardia, l'ipotesi contestata al presidente lombardo è invece stata modificata da induzione indebita in turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. In questa tranche dell'indagine sono finiti sotto inchiesta anche la stessa Carluccio e il manager di Eupolis, Alberto Brugnoli.
Ciriello risponde invece solo di induzione indebita: per gli inquirenti avrebbe esercitato le pressioni sui funzionari delle due società per conto di Maroni.

Inchiesta già trasferita da Busto a Milano

L'Expo Gate di Milano.

Il 24 luglio l'inchiesta, sempre su richiesta del legale, era stata trasferita da Busto Arsizio (Varese) a Milano e il procuratore della Repubblica Edmondo Bruti Liberati l'ha assegnata al pm Eugenio Fusco, già titolare del fascicolo quando era in servizio a Busto.
PROVVEDIMENTO MOMENTANEO. Da quanto è stato riferito, il provvedimento con cui il pg della Cassazione ha deciso di mantenere «al momento» la competenza a Milano darebbe atto dello stato ancora iniziale delle indagini «fino a che non venga formalmente esercitata l'azione penale».
Il pg Eugenio Selvaggi ha anche osservato che «nell'iniziale fase delle indagini il Maroni risultava destinatario di una ipotesi accusatoria che ruotava attorno al reato di cui all'art. 319 quater del codice penale cui era ricondotto il comportamento consistente nell'induzione alla stipula di contratti di collaborazione di due funzionari».
E poiché le «relative somme di spettanza», cioè i compensi per il lavoro svolto, erano state accreditate «presso le filiali di banca situate in Roma», è stata presentata dal legale del governatore la richiesta di trasferimento dell'inchiesta nella capitale.
«MERA RACCOMANDAZIONE». «Tuttavia», si legge ancora nel provvedimento, «a seguito delle indagini svolte dalla procura di Busto Arsizio, una volta ricevuta la prima richiesta» di trasmissione degli atti a un diverso pm, «è risultato che quell'ipotesi di induzione non poteva essere ricondotta alla fattispecie di cui all'art. 319 quater, apparendo invece costituire una mera 'raccomandazione'», ritenuta penalmente irrilevante.
Inoltre, da quanto si è saputo, lo stesso procuratore generale della Suprema corte Eugenio Selvaggi ha rilevato, in linea con quanto segnalato dalla difesa di Maroni, l'inopportunità di assegnare il fascicolo a Eugenio Fusco, lo stesso pm che il 24 luglio scorso, quando era ancora in servizio a Busto, ha inviato per competenza gli atti dell'inchiesta per competenza alla procura milanese.

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