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PROVVEDIMENTI 19 Agosto Ago 2014 1223 19 agosto 2014

Giustizia, riforma a tappe forzate

Il tema in Cdm il 29 agosto.

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Il ministro della Giustizia Andrea Orlando.

La riforma della giustizia si avvicina a ritmo serrato. Lo ha fatto capire Matteo Renzi, spiegando che è uno dei temi del Consiglio dei ministri del 29 agosto. «I progetti del governo non sono segreti. Iniziamo dalla giustizia a cominciare da quella civile che oggi civile non è. Ne parliamo? #agosto», ha scritto il premier su Twitter.
ORLANDO DA NAPOLITANO. Circa 24 ore prima, il guardasigilli Andrea Orlando è salito al Quirinale per un incontro con il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Al capo dello Stato, Orlando ha fornito una serie di ragguagli sui provvedimenti allo studio. La deadline è appunto per il 29 agosto, ma il lavoro da fare è ancora molto. Sulla giustizia civile, su cui è già stato esaurito un confronto con gli esponenti politici di maggioranza e opposizione e con le organizzazioni della magistratura e dell'avvocatura, gli articolati di legge sono pronti.
DAL CIVILE AL PENALE. Sulla parte penale, lo stadio di elaborazione è avanzato, ma servono ancora approfondimenti e limature. Di fatto non è ancora chiaro, né certo, se la riforma vedrà la luce in tutte le sue parti nel Cdm del 29, quando tra l'altro avrà il via libera anche il cosiddetto sblocca Italia. Sicuramente ci sarà il varo del pacchetto sul civile, considerato una priorità da Renzi: un decreto legge per smaltire l'arretrato e un disegno di legge sul processo.
RINVIATO IL CAPITOLO INTERCETTAZIONI. Via Arenula sarebbe pronta anche con gli altri provvedimenti (eccetto le intercettazioni, capitolo rinviato, per ora) ma non è escluso che si possa decidere un iter in due tempi, posticipando la parte penale che contiene l'accelerazione del processo e novità sulla prescrizione. Sul tavolo c'è la parte ordinamentale, con la responsabilità civile dei magistrati e le riforme che investono il Csm, poi dovrebbe toccare al blocco sul penale. Si comincia mercoledì 20 con i rappresentanti della maggioranza, mentre per il 21 sono partite le convocazioni dei capigruppo di opposizione delle commissioni Giustizia.
DUBBI DEL MOVIMENTO 5 STELLE. Qualche segno di insofferenza arriva dai Cinque Stelle, che parlano di «convocazione vaga» da parte del ministro; temono un incontro incentrato solo sulla responsabilità civile dei magistrati che «non è una priorità» e considerano il temporeggiare sul penale un indizio che la giustizia sia nel patto del Nazareno tra Renzi e Silvio Berlusconi.

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