Andrea Orlando 140228211444
MAGISTRATURA 20 Agosto Ago 2014 2354 20 agosto 2014

Giustizia, slitta la riforma del Csm in attesa dell'elezione dei laici

Intesa di massima su responsabilità toghe.

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Andrea Orlando.

È slittato il capitolo della riforma della Giustizia che riguarda il funzionamento del Consiglio superiore della magistratura (Csm).
Bisogna aspettare che il parlamento convocato per l'11 settembre elegga gli otto consiglieri laici di sua competenza, consentendo così l'insediamento dei nuovi componenti di Palazzo dei Marescialli che sarebbero un interlocutore a pieno titolo rispetto agli attuali laici e togati che agiscono in regime di proroga dopo le 'fumate nere' delle Camere.
Un atto di sostanziale rispetto istituzionale.
ANCHE I MAGISTRATI PAGANO. Intanto, però, c'è un'intesa di massima tra le parti politiche sulla responsabilità civile dei magistrati.
Nei casi di «malagiustizia», chi sbaglia deve pagare. Non direttamente, però. Nessuna toga potrà essere portata in tribunale. Il cittadino danneggiato può fare ricorso contro lo Stato, che poi può rivalersi sul magistrato. Si deve ancora discutere sul limite delle sanzioni, che per ora è al 30% dello stipendio annuale. Una garanzia di cui i medici, per esempio, non godono, e che potrebbe saltare anche per i giudici, o essere almeno ritoccata verso l'alto.
L'ILLUSTRAZIONE AL COLLE. Il 18 agosto a Castelporziano il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha fatto visita al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che è anche presidente del Csm e gli ha illustrato l'impianto della riforma.
La pubblicazione online delle linee guida per ridisegnare i meccanismi dell'organo di autogoverno era attesa per il 20 agosto sul sito del ministero di Via Arenula e non è da escludere che la decisione di rinviare, in attesa di avere come controparte un Csm pienamente 'legittimato', sia maturata a seguito dell'incontro con Napolitano.
Il Colle segue da sempre attentamente il percorso delle riforme e ha anche a cuore che siano condivise nella maniera più ampia possibile e che si evitino passi falsi.
VERTICE DI MAGGIORANZA. Il rinvio del restyling del nevralgico organo di autogoverno della magistratura - tra le 12 priorità nell'agenda di lavoro del Guardasigilli - è emerso al termine del vertice del ministro Andrea Orlando con i capogruppo della maggioranza che si è svolto a Via Arenula per fare il punto sui capitoli già avviati - e sui quali c'è stato ampio apprezzamento - da portare al Consiglio dei ministri del 29 agosto con la massima coesione possibile.
Per questo Orlando il 21 agosto ha in programma un incontro anche con i rappresentanti dell'opposizione: solo Forza Italia, però, perché i cinque stelle hanno annunciato che non ci saranno.
NIENTE REVISIONE DELLA COSTITUZIONE. Per quanto riguarda il Csm, anche se ancora le carte non sono state scoperte, tuttavia si è avuta conferma dal sottosegretario Enrico Costa che la riorganizzazione del Consiglio superiore della magistratura, come gli altri temi in cantiere, non prevede in alcun modo revisioni della Costituzione, e questo ha spazzato via l'ipotesi dell'elezione a sorteggio.
Sul tappeto sarebbe allo studio una modifica, con legge ordinaria, della legge elettorale del Csm in modo tale da consentire l'elezione 'separata' dei togati che devono occuparsi della disciplinare rispetto a quelli impegnati sul resto delle pratiche amministrative, come i trasferimenti. In questo modo potrebbe realizzarsi l'indicazione, cara al Orlando, «chi giudica non nomina, chi nomina non giudica».
RESTANO DUBBI E PERPLESSITÀ. Ma alcuni hanno perplessità. Perché in questo modo si creerebbe una sezione specializzata con competenza disciplinare e questo non sarebbe possibile senza toccare la Costituzione con il rischio di innescare le indesiderate dinamiche divisive.
Ci sono inoltre dubbi sul fatto che siano sufficienti ad adempiere alle ordinarie incombenze i magistrati non incaricati del disciplinare, e che sia necessario tornare a elevare il numero dei componenti del Csm tornando al passato.
Insomma modificare la legge elettorale di Palazzo dei Marescialli potrebbe rivelarsi più impervio del previsto.
«È stata una riunione molto costruttiva, che ha rafforzato, cementato la maggioranza, delineando nel metodo e nel merito passaggi importanti», ha sottolineato il sottosegretario alla Giustizia, Enrico Costa, al termine della riunione con Orlando.
«C'è stata una convergenza inoltre ad agire a Costituzione invariata e questo è un elemento molto importante perché delimita le modifiche da apportare con la riforma della Giustizia», ha aggiunto Costa.

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