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ALLARME SICUREZZA 20 Agosto Ago 2014 1930 20 agosto 2014

Iraq, sull'Italia innalzato livello di attenzione

Mogherini: «L'Isis minaccia pure il nostro Paese».

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Il ministro degli Esteri italiano Federica Mogherini.

Nessuna minaccia mirata, nessun indicatore preciso che riguardi il rischio di attentati in Italia, ma l'attenzione è alta e un richiamo, a livello nazionale, è stato diramato su tutto il territorio. Il Dipartimento di pubblica sicurezza in una informativa a prefetti e questori parla di «allerta sugli obiettivi sensibili».
La sicurezza Italiana dunque viene innalzata su tutti i cosiddetti «obiettivi sensibili»: ambasciate e consolati, luoghi di aggregazione e di culto, stazioni, porti, aeroporti e agenzie di viaggio.
«MINACCIA PER ITALIA ED EUROPA». Il ministro degli Esteri Federica Mogherini il 20 agosto ha appunto parlato della minaccia che l'Isis rappresenta anche per il nostro Paese, così come per l'Europa: «Il Mediterraneo e il Medio Oriente sono scossi da una minaccia che sì riguarda anche l'Europa e sì riguarda anche l'Italia», ha risposto a una domanda dei giornalisti sui Jihadisti dell'Isis.
«L'Isis è un'organizzazione terroristica definita in quanto tale dalle Nazioni Unite. Credo che il passo successivo sia quello di elaborare una strategia globale a lungo termine e di ampio respiro per la stabilità del Mediterraneo e del Medio Oriente», ha spiegato Mogherini.
RENZI: «BATTAGLIA NEL CUORE DELL'UE». Secondo fonti qualificate dell'intelligence, quella dello Stato islamico è «la più grave e complessa minaccia terroristica che l’Italia e l’Europa si trovano ad affrontare dai tempi dell’11 settembre». A riferirlo è La Repubblica in edicola il 21 agosto.
D'altra parte anche il premier Matteo Renzi, dall'Iraq, ha lanciato un messaggio più che chiaro dicendo che «la battaglia non è alla nostra periferia, ma nel cuore dell’Europa stessa».
Un pericolo reale, dunque, «nulla di comparabile rispetto alla vecchia al Qaeda». Se è possibile si è davanti a qualcosa di ancora più spaventoso. L'Isis sa condurre, allo stesso tempo, una guerra convenzionale con carri armati, eserciti, armi pesanti, e attacchi non convenzionali di stampo terroristico. Una doppia alternativa che al Qaeda non aveva.
TANTI JIHADISTI IN EUROPA. Inoltre buona parte dei combattenti dello Stato islamico sono cittadini europei, il che rende ancora più complesso il lavoro dell'intelligence (sarebbero circa 5 mila i fanatici islamici con passaporto continentale, la maggior parte inglesi, francesi e balcanici, ma ci sarebbero anche una ventina di italiani come Giuliano Delnevo, il 25enne genovese morto in Siria durante i combattimenti).
Gli obiettivi sensibili, nel nostro Paese, sono parecchi. Il Paese è nel pieno del suo semestre europeo, e nel prossimo periodo ha in programma una serie di summit importanti all'interno dell'Unione. Nel 2015 è inoltre prevista l'Expo 2015, con oltre 150 Paesi partecipanti.
Ecco le ragioni dell'allerta alta, mentre crescono le preoccupazioni per i sei cittadini italiani tenuti in ostaggio nei Paesi islamici. Tra loro ci sono anche Vanessa Marzullo e Greta Ramelli, le due cooperanti 20enni rapite in Siria. Il 21 agosto il Guardian, nella sua versione americana online, ha parlato di due italiane nelle mani dell'Isis. E l'identikit sembra proprio rispondere alle ragazze lombarde.

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