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GOLPE 21 Agosto Ago 2014 0744 21 agosto 2014

Thailandia, il generale Prayuth Chan-Ocha nominato premier

Unanimità per il capo della giunta militare.

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Il generale Prayuth Chan-Ocha, premier thailandese.

Il generale Prayuth Chan-Ocha, capo della giunta thailandese al potere dal golpe del 22 maggio, è stato formalmente nominato primo ministro il 21 agosto da un parlamento ad interim dove è dominante la presenza dei militari. Prayuth, unico candidato, è stato votato all'unanimità da 191 rappresentanti.
NESSUNA OPPOSIZIONE. La nomina del generale conferma come l'assetto istituzionale della Thailandia sia stato stravolto negli ultimi tre mesi, con un graduale accentramento del potere nelle mani del nuovo 'uomo forte' Prayuth, 60 anni, senza un'opposizione politica e con sempre più rare voci di dissenso anche nel mondo dei media.
Il nuovo premier è stato scelto per guidare un gabinetto di 35 ministri, da formare a settembre. La nuova Assemblea legislativa nazionale, nominata dalla giunta a luglio, si era già dimostrata completamente supina di fronte alla legge finanziaria introdotta dai militari.
AVEVA ESCLUSO IL GOLPE. Prayuth, che prima di compierlo aveva ripetutamente escluso un colpo di Stato mentre il Paese era in preda a prolungate proteste anti-governative, si mostra alla nazione ogni venerdì in discorsi televisivi dal tono nazionalistico, in cui si propone come un padre severo ma intenzionato a «restituire la felicità alla Thailandia» (come da titolo di una canzone da lui composta), eliminando la corruzione e rimettendo in moto l'economia.
Il generale e ora premier ha delineato una road map in tre fasi - riconciliazione nazionale, formazione di un nuovo governo ed elezioni a fine 2015 -, procedendo nel frattempo al riassetto istituzionale.
COSTITUZIONE STRACCIATA. La Costituzione (scritta dai militari dopo il golpe del 2006) è stata stracciata e i funzionari fedeli all'ex primo ministro Thaksin Shinawatra sono stati estromessi con sistematiche purghe. Molti analisti credono che il vero obiettivo sia limitare l'influenza politica di Thaksin, il cui blocco elettorale ha vinto ogni elezione dal 2001 appoggiandosi in particolare sul voto delle classi medio-basse nel popoloso Nord, con conseguente frustrazione della borghesia di Bangkok e del Sud nazionalista.

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