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AFFONDO 22 Agosto Ago 2014 1214 22 agosto 2014

Baviera, il ministro degli Interni: «Alfano sfacciato sui rifugiati»

Ministro bavarese attacca il suo omologo.

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Joachim Hermann.

Duro attacco all'Italia del ministro degli Interni bavarese, Joachim Hermann, che ha accusato Roma di ignorare le leggi sui rifugiati per non farsene carico. «L'Italia in molti casi intenzionalmente non prende dati personali e impronte digitali dei rifugiati per permettergli di chiedere asilo in un altro Paese», ha detto alla Dpa.
RICHIESTA NEL PRIMO PAESE. Le attuali norme europee in materia prevedono, infatti, che i rifugiati facciano richiesta di asilo nel primo Paese dell'Unione europea dove arrivano. Saltando la procedura di identificazione, ha considerato Hermann, Roma evita che i rifugiati sbarcati sulle coste italiane possano essere rimandati in Italia se identificati in un altro Paese dell'Unione.
ATTACCO AD ALFANO. Il ministro ha quindi ricarato la dose: «È piuttosto sfacciato che il ministro dell'Interno Angelino Alfano da una parte lamenti l'alto peso derivante dall'arrivo (in Italia) dei rifugiati attraverso il Mediterraneo, mentre dall'altra non si curi di rispettare le disposizioni europee in materia d'asilo».
FERMATI AL CONFINE. Ripetutamente, negli ultimi mesi, la polizia bavarese e quella austriaca hanno reso noti casi di rifugiati fermati mentre tentavano di entrare nei rispettivi Paesi senza i documenti necessari. Il governo bavarese, lo scorso 21 agosto, ha registrato un nuovo record: 319 richieste d'asilo in un giorno solo. «Uno dei motivi» - ha continuato Hermann - «è che una parte considerevole dei rifugiati che arrivano in Italia si mettono in viaggio verso la Germania senza essere passati per il previsto procedimento» di identificazione.
Nessuna replica dall'Italia. Un «no comment» è arrivato da fonti del Viminale: «Si tratta di un ministro di Land e non di un ministro del governo federale tedesco», hanno spiegato le stesse fonti quasi snobbando l'attacco.

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