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DIALOGO 22 Agosto Ago 2014 1926 22 agosto 2014

Riforma giustizia, la prescrizione è un nodo da sciogliere

Il governo vorrebbe allungare i tempi. Ncd e Forza Italia contrarie.

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Il ministro della Giustizia Andrea Orlando.

Procede tra qualche intoppo la ricerca di un'intesa sulla riforma della giustizia. Se per intercettazioni e riforma del Csm si è scelto di rinviare la discussione a tempi migliori, e se ormai è stato trovato l'accordo sulla giustizia civile, rimane un grosso scoglio da superare: i tempi della prescrizione.
Sul tema le divisioni restano non solo tra maggioranza e Forza Italia, ma anche all'interno della stessa componente di governo. Con il viceministro della Giustizia Enrico Costa che il 22 agosto, con tanto di dati alla mano, ha messo in evidenza il rischio che, allargando la durata della prescrizione si rallentino anche i processi.
PRESCRIZIONE DURANTE LE INDAGINI. I dati più recenti che l'alfaniano Costa ha portato all'attenzione riguardano l'anno 2012 ed evidenziano come la maggioranza delle prescrizioni penali sia sopraggiunta nel corso delle indagini preliminari e senza, quindi, che ci potesse essere un'incisiva azione dilatoria delle difese.
Quella stessa azione che, allungando i tempi della prescrizione, il governo vorrebbe contrastare. Nel 2012, infatti, su 113.057 prescrizioni penali oltre 70 mila sono avvenute nel corso delle indagini preliminari, prima quindi che partisse il processo vero e proprio: i decreti di archiviazione per prescrizione del gip sono stati 67.252, le sentenze dell'ufficio gip/gup sull'avvenuta prescrizione sono state 4.725.
COSTA: «UNO STIMOLO PER ACCELERARE». Da qui il warning del viceministro: «È fondamentale che ogni intervento sulla prescrizione non si accompagni a un allungamento dei tempi processuali. La prescrizione oggi costituisce uno stimolo nel trattare in tempi solleciti i processi».
I dubbi di Costa - condivisi anche dal presidente dell'Anm Rodolfo Sabelli - del resto, vanno a cadere su un tema sul quale quell'ampia condivisione auspicata dal presidente Giorgio Napolitano traballa pericolosamente.
Il 21 agosto l'incontro tra il ministro della Giustizia Andrea Orlando e 'l'ambasciatore' di Forza Italia Giacomo Caliendo non ha portato a grossi passi avanti e il 22 Il Mattinale, espressione del 'falco' azzurro Renato Brunetta, non ha nascosto i malumori su un tema che, a partire dal processo per la compravendita dei senatori, va a sfiorare lo stesso leader Silvio Berlusconi.
IL MATTINALE: «UNA TORTURA INQUALIFICABILE». «Ritoccare i termini della prescrizione diventerebbe l'autorizzazione alla tortura inqualificabile dei tempi lunghi della giustizia in Italia», ha scritto la nota politica dell'ex ministro che ha bocciato la reintroduzione del reato di falso in bilancio e il «bidone» dell'autoriciclaggio e ha attaccato: «Se vincono i manettari grillini noi non ci stiamo».
'Grillini' che si sono posti invece all'altro estremo del dibattito e hanno attaccato Matteo Renzi proprio per il dialogo intrapreso con FI. «Questa gente qui fa un decreto sulla giustizia con un condannato?! Ma stiamo scherzando?!», ha tuonato Beppe Grillo dal blog.
Mentre in serata Luigi Di Maio, dopo il rifiuto del Movimento 5 stelle di vedere Orlando, ha chiarito: «Renzi scelga, o noi o con Berlusconi». Il nodo, insomma, resta e si fa via via più concreta la possibilità che il capitolo della prescrizione, venerdì 29 agosto, non sia più di un insieme di linee guida in attesa che la legge delega approdi in parlamento.

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