Scelta Civica 140822180843
SPENDING REVIEW 22 Agosto Ago 2014 1200 22 agosto 2014

Scelta civica chiede il 'disbosca Italia'

Un decreto per tagliare 1.500 società partecipate dagli enti locali.

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Scelta civica chiede a Renzi il 'disbosca Italia': un decreto col quale tagliare subito 1.500 società in capo agli enti locali. Il partito che fu fondato da Mario Monti si è rivolto al premier attraverso il proprio sito internet, citando le cifre del procuratore generale della Corte dei conti, Salvatore Nottola, secondo il quale le partecipate costano allo Stato 26 miliardi all'anno. Citato anche il rapporto del commissario Carlo Cottarelli dal quale risulta che circa 1.300 società hanno un fatturato sotto i 100.000 euro, 3.000 hanno meno di 6 addetti e 2.123 non ne hanno neppure uno.
CESSIONI DELLE QUOTE MINORITARIE. Scelta civica chiede, quindi, che nel consiglio dei ministri della prossima settimana vengano proposte una serie di misure. La prima è il divieto per qualsiasi soggetto pubblico di mantenere partecipazioni in società non quotate nelle quali la presenza complessiva delle amministrazioni sia inferiore al 10 per cento. Per nuove partecipazioni la soglia dev'essere del 20 per cento, salvo deroghe. Al di sotto di tali soglie, le partecipazioni devono essere cedute entro sei mesi. Richiesto, inoltre, l’obbligo di dismettere, riassorbire o chiudere qualsiasi società con meno di 10 addetti alla data del 31 luglio 2014, o con un fatturato dell’ultimo anno inferiore ai 100.000 euro, l’obbligo per i comuni con meno di 30mila abitanti di sostituire con amministratore unico, sempre entro sei mesi dall’entrata in vigore del decreto, tutti i consigli di amministrazione delle società in perdita.
RETRIBUZIONI DECURTATE PER GLI INADEMPIENTI. Ancora, una riduzione del 10% di tutti i trasferimenti dallo Stato alle amministrazioni locali che non adempiano agli obblighi di trasparenza vigenti entro il 31 dicembre 2014 e non ottemperino agli obblighi di dismissione sopra previsti. Infine, la previsione, in caso di inadempimento, di sanzioni a carico degli amministratori delle società inadempienti e dei membri degli organi delle amministrazioni locali interessate pari al 20% della retribuzione lorda annua.

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