Catherine Ashton 140220181504
GUERRA 22 Agosto Ago 2014 1430 22 agosto 2014

Ucraina, l'Ue contro la Russia: «Chiara violazione di frontiera»

Un portavoce di Ashton avverte: «Mosca ora ritorni sui suoi passi».

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Catherine Ashton.

L'invio del convoglio russo in Ucraina è una «chiara violazione della frontiera ucraina» da parte della Russia che «invitiamo a ritornare sui suoi passi».
Così un portavoce dell'Alto rappresentante Ue Catherine Ashton, che ha lodato invece la «moderazione» di Kiev e la «disponibilità a ulteriori discussioni per evitare una nuova escalation».
NATO: «ESCALATION CONTINUA». Posizione simile a quella dell'Alleanza atlantica: «La Nato sta osservando un allarmante rafforzamento delle forze di terra e di aria russe nelle vicinanze dell'Ucraina», ha spiegato il segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen, sottolineando che la Russia «anziché de-escalare la situazione, sta continuando l'escalation». Da qui l'invito a «non intraprendere ulteriori azioni provocatorie».
Il portavoce del Pentagono, l'ammiraglio John Kirby, ha chiesto che il convoglio venga ritirato «immediatamente».
ITALIA: «GRAVISSIMO INVIO CONVOGLIO». Anche l'Italia si è scagliata contro Mosca, definendo «gravissimo» che un convoglio di 134 veicoli russi sia entrato in territorio ucraino, pur con dichiarati scopi umanitari, senza la necessaria autorizzazione di Kiev. Per la Farnesina si è trattato di «un'azione unilaterale e contraria al quadro normativo e di sicurezza» richiesto dalla Croce Rossa internazionale.
«Solo una parte dei mezzi era già stata sottoposta alle ispezioni concordate tra le parti e il Comitato internazionale della Croce Rossa», ha spiegato il ministero degli Esteri italiano.
«EMERGENZA UMANITARIA EVIDENTE». «L'emergenza umanitaria è sotto gli occhi di tutti, con un numero crescente di sfollati e di rifugiati, con beni di prima necessità scarsi e servizi essenziali sempre più rari e carenti. È indispensabile che tutti gli attori coinvolti nella crisi contribuiscano responsabilmente a trovare un'immediata soluzione alla gravissima situazione in Ucraina orientale, sostenendo e facilitando l'attività degli operatori internazionali, a partire da quelli dell'Icrc, secondo regole e principi di diritto internazionale e umanitario».

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