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MAMBO 24 Agosto Ago 2014 1314 24 agosto 2014

Renzi e la rottamazione della politica: ora si cambi strategia

Il premier smetta di inseguire le trovate giornalistiche. Ora è il momento di far entrare nella sua squadra anche le menti migliori della vecchia classe dirigente.

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Il premier Matteo Renzi.

Chi osserva Matteo Renzi dall'esterno e da lontano non può non restare ammirato da questo suo rapido e improvviso cambiare gioco.
Gli avversari fanno appena in tempo a organizzarsi per l'ultima battaglia, che lui l'ha già trasformata in penultima avendo scoperto un altro tema, un altro campo di gioco, altri avversari.
A memoria d'uomo in Italia un leader così capace di disorientare gli avversari e di accrescere la propria fama di uomo che sta cambiando il Paese non c'è' mai stato.
CRAXI LENTO, CAV AUTOLESIONISTA. Craxi aveva una sua visione, con poche idee forti, ma era lentissimo, anche perché elettoralmente fragile.
De Mita amava conversare, Prodi era sembrato all'inizio scattante poi si è sgonfiato come un palloncino.
D'Alema e Amato, i due tecnicamente più capaci, hanno pagato il prezzo della mancata legittimazione elettorale.
Berlusconi sembrava destinato a grandi cose, più dette che fatte, ma le ossessioni private si sono mangiate le ambizioni pubbliche.
PREMIER DI POCA ESPERIENZA, MA DI SOSTANZA. Renzi, invece, con poca esperienza e forse con poca scienza, rivela una personalità debordante che lo mette in condizioni di dare del 'tu' al mondo.
In questo momento un premier così è una cosa positiva per l'Italia. Molti ormai sono infastiditi da lui, dal suo protagonismo, dal lato B e dalle tette di alcune sue ministre, da scelte visibilmente azzardate, come la ministra degli Esteri europea, ma nessuno può negare che, sia pure guidando pericolosamente, Renzi stia tenendo in carreggiata questo scassatissimo bus chiamato Italia.
La domanda è: fino a quando?
Credo che se Renzi deciderà di continuare a combattere contro la vecchia politica, rinunciando a farsi una squadra di esperti da mettere in tutti i campi, sentirà fra un po' la fatica e la difficoltà di governare. Lui ha bisogno dei cento uomini (e donne) di ferro che Guido Dorso immaginava per il riscatto del Sud.
La squadra renziana non è da coppa del mondo, se il presidente del Consiglio si guarda attorno vedrà manager, intellettuali, nuovi e vecchi politici competenti che possono diventare la guardia pretoria del suo regno.
Ma per averli con sé deve aprirsi, talvolta è troppo attento a un tweet che ai rumori e agli scricchiolii che vengono dalla società e dagli apparati.
ANCHE MATTEO DEVE SAPER CAMBIARE VERSO. Vuole smontare lo Stato? Lo faccia con intelligenza, aggiungendo e non solo mortificando e togliendo.
Qui non va bene il modello iracheno degli Usa. Anche qui, se distruggi, poi non ricostruisci nulla.
A questo servono i cento uomini o donne di ferro, a mostrare cose che Lotti non vede e che Minniti non ha mai visto.
L'Italia è complicata e il premier non deve seguire le ossessioni o le trovate giornalistiche: la Casta, i poteri forti, i salotti buoni.
C'è dell'altro, di peggio e di meglio, ma bisogna conoscerlo facendosi guidare da chi conosce.
Anche il Pd è pieno di Di Battista, orecchianti che per un titolo nei Tg o nei giornali di carta darebbero l'anima, troppo spesso la nostra.
Ora è Renzi che deve cambiare verso.

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