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POLITICA 24 Agosto Ago 2014 1850 24 agosto 2014

Riforma giustizia, ultime trattative in vista del Cdm del 29 agosto

Il ministro Orlando al lavoro tra dialoghi e modifiche.

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Il ministro della Giustizia Andrea Orlando.

Rush finale per la riforma penale.
Il ministro della Giustizia Andrea Orlando, in vista del Consiglio dei ministri di venerdì 29 agosto, vuole arrivare con quante più linee guida delineate, anche quelle nevralgiche dell'allungamento dei tempi della prescrizione.
INCONTRO CON MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE. Il Guardasigilli, tra il 26 e il 27 agosto, dovrebbe incontrare la maggioranza e l'opposizione nella terza e conclusiva tornata di incontri sui dodici punti da riformare.
Senz'altro è in programma un incontro con Forza Italia. Forse Sel. Difficilmente incontrerà la Lega e i Cinquestelle con i quali i rapporti si sono fatti tesissimi dopo il forfait grillino e le accuse di fare accordi sottobanco con Silvio Berlusconi.
NO A MODIFICHE SU FUNZIONAMENTO CSM. È certo che al Cdm non sono previste le proposte di modifica del funzionamento e dei meccanismi di elezione del Consiglio superiore della magistratura.
Per cortesia istituzionale, si è preferito attendere che il Parlamento nomini gli otto membri laici di sua competenza in modo che Palazzo dei Marescialli possa insediare la nuova consiliatura ed essere un interlocutore a pieno titolo.
CAMERE CONVOCATE PER 11 SETTEMBRE. Le Camere, dopo le fumate nere di luglio, sono convocate per l'undici settembre.
L'altro nodo da sciogliere, anche questo sottoposto a slittamento a data da destinarsi, riguarda le intercettazioni, alla ricerca di una soluzione che possa contemperare il diritto di cronaca con le esigenze della privacy, soprattutto quella delle persone non direttamente coinvolte nelle inchieste.
CONSULTAZIONI CON DIRETTORI GIORNALI. Il rinvio è stato deciso per fare un giro di consultazione con i direttori dei giornali. Gli alfaniani e Forza Italia, che vuole anche limitare l'utilizzo delle intercettazioni da parte delle Procure, avrebbero preferito che il tema facesse già parte degli accordi in corso.
DUBBI SU FALSO IN BILANCIO. Ancora sconosciuta la proposta definitiva sulla reintroduzione del falso in bilancio e sull'introduzione del reato di autoriciclaggio.
Forza Italia ha raccomandato di non tornare alla penalizzazione di tutte le false comunicazioni sociali, e di essere tolleranti con quelle che sono solo degli illeciti formali, per non danneggiare le imprese.
Il pacchetto sui reati economici dovrebbe comunque approdare al Consiglio dei ministri.
NODO PRESCRIZIONE IN CDM. Il Guardasigilli si sta impegnando al massimo per portare in Cdm anche il capitolo prescrizione sul quale verteranno gli incontri.
Il tema, come si sa, è di quelli più scivolosi per la contrarietà di Forza Italia a una riscrittura generalizzata dei tempi di prescrizione.
I forzisti sarebbero, tutt'al più, favorevoli alla riestensione dei tempi solo per determinati reati.
CONTRASTO NELLA MAGGIORANZA. Ma anche in casa della maggioranza sull'argomento c'è contrasto.
Il sottosegretario del Nuovo centrodestra Enrico Costa, ad esempio, ha messo i paletti chiedendo che la manovra sulla prescrizione sia mitigata dall'introduzione di tempi certi sulla durata delle indagini preliminari e dei dibattimenti.
Non è da escludere, tuttavia, anzi è assai probabile, che sulle tormentate acque del capitolo penale la parola finale su quello che dovrà essere approvato o 'limato' sarà definito d'intesa tra il premier Matteo Renzi e il ministro Orlando.
PRONTO PACCHETTO SUL CIVILE. Quanto ai capitoli quasi definitivi il Cdm è pronto a licenziare il pacchetto sul civile messo a punto per primo dalla commissione Berruti, con i provvedimenti per arrivare alla sentenza di primo grado in un anno e allo smaltimento dell'arretrato, per creare corsie preferenziali per la famiglia e le imprese, per dare tempi certi agli operatori economici sul recupero dei loro crediti.
Incentivato il ricorso agli arbitrati, alla mediazione e alla rapida soluzione delle controversie.
REVISIONE RESPONSABILITÀ MAGISTRATI. Pronta, tra i provvedimenti più attesi, anche la revisione della responsabilità civile dei magistrati che, sul modello europeo, potranno essere chiamati a rispondere dei loro errori in via indiretta, dallo Stato, con una rivalsa fino al 50% del loro stipendio.

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