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RIFORME 25 Agosto Ago 2014 1456 25 agosto 2014

Pa, verso dimezzamento prerogative sindacali

Tagliola su permessi e distacchi.

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Marianna Madia, ministro della Pubblica amministrazione.

Nuova stretta sui diritti sindacali nella Pubblica amministrazione. Sta per scattare il dimezzamento delle prerogative per i lavoratori, fra cui spiccano permessi e distacchi.
Il ministro Marianna Madia, ha infatti firmato, mercoledì 20 agosto, la circolare sul taglio. Lo ha riportato il sito del ministero. La riduzione, si precisa, «è finalizzata alla razionalizzazione ed alla riduzione della spesa pubblica».
DL IN VIGORE DAL 26 AGOSTO. A soli due giorni dalla pubblicazione in Gazzetta ufficiale della conversione in legge del dl Madia, e a un giorno dall'entrata in vigore del provvedimento, è arrivata la circolare che detta, punto per punto, l'applicazione della previsione, contenuta all'articolo 7 del decreto.
Nella relazione tecnica, si legge come il dimezzamento delle prerogative sindacali rappresenti una norma di «razionalizzazione e riduzione della spesa pubblica», da cui deriva per tutte le pubbliche amministrazioni «la possibilità di impiegare un maggior numero di unità di personale nello svolgimento delle attività istituzionali con una conseguente ottimizzazione nell'impiego delle risorse umane».
Una notizia che ha raccolto subito il plauso del premier Matteo Renzi: «Grazie al decreto di Marianna Madia, dimezzati i distacchi e i permessi sindacali nel pubblico impiego. #italiariparte #lavoltabuona», ha twittato.

SCUOLA: MINORE ONERE PER LE SUPPLENZE. In particolare, con riferimento al comparto della scuola, il taglio dei distacchi dovrebbe portare a risparmi quantificabili, visto che la previsione «determina un minor onere per le supplenze».
Nel settore infatti le posizioni lasciate 'scoperte' devono essere infatti rimpiazzate da altro personale. Ora, con la riduzione del 50%, si può fare a meno delle relative sostituzioni, con un risparmio stimato a 10.170.000 euro annui, al lordo degli oneri riflessi a carico dell'amministrazione.
«Limitatamente ai distacchi», è stato spiegato, «la decurtazione del 50% non trova comunque applicazione qualora l'associazione sindacale sia titolare di un solo distacco». Un'altra precisazione riguarda «le Forze di polizia a ordinamento civile e per il Corpo nazionale dei vigili del fuoco (personale non direttivo e non dirigente e personale direttivo e dirigente): in sostituzione della riduzione del 50% si prevede che alle riunioni sindacali indette dall'amministrazione possa partecipare un solo rappresentante per associazione sindacale».
ORGANIZZAZIONI IMPEGNATE A PAGARE. Nel caso in cui «le associazioni sindacali abbiano comunque utilizzato prerogative sindacali in misura superiore a quelle loro spettanti nell'anno si provvederà secondo le ordinarie previsioni contrattuali e negoziali».
Di conseguenza, «ove le medesime organizzazioni non restituiscano il corrispettivo economico delle ore fruite e non spettanti, l'amministrazione compenserà l'eccedenza nell'anno successivo, detraendo dal relativo monte-ore di spettanza delle singole associazioni sindacali il numero di ore risultate eccedenti nell'anno precedente fino al completo recupero».

Distacchi, tempo fino al 31 agosto

Marianna Madia.

Il countdown è scattato: entro il 31 agosto «tutte le associazioni sindacali rappresentative dovranno comunicare alle amministrazioni la revoca dei distacchi sindacali non più spettanti».
La circolare spiega che «il rientro nelle amministrazioni dei dirigenti sindacali oggetto dell'atto di revoca avverrà nel rispetto» del contratto collettivo nazionale quadro sulle prerogative sindacali, «nonché delle altre disposizioni di tutela».
PRIORITÀ PER IL TRASFERIMENTO. Quanto alle garanzie, la circolare ha spiegato che «il dipendente o dirigente che riprende servizio al termine del distacco o dell'aspettativa sindacale può, a domanda, essere trasferito, con precedenza rispetto agli altri richiedenti, in altra sede della propria amministrazione quando dimostri di aver svolto attività sindacale e di aver avuto il domicilio nell'ultimo anno nella sede richiesta ovvero in altra amministrazione anche di diverso comparto della stessa sede». Inoltre il lavoratore «è ricollocato nel sistema classificatorio del personale vigente presso l'amministrazione, ovvero nella qualifica dirigenziale di provenienza, fatte salve le anzianità maturate, e conserva, ove più favorevole, il trattamento economico in godimento all'atto del trasferimento mediante attribuzione 'ad personam' della differenza con il trattamento economico previsto per la qualifica del nuovo ruolo di appartenenza, fino al riassorbimento a seguito dei futuri miglioramenti economici».
CHI TORNA NON PUÒ ESSERE DISCRIMINATO. La circolare ha sottolineato anche che chi torna «non può essere discriminato per l'attività in precedenza svolta quale dirigente sindacale né può essere assegnato ad attività che facciano sorgere conflitti di interesse con la stessa».
Il taglio del 50% dei permessi sindacali nella Pa, che scatterà dal primo settembre, «non si applica» alle Rsu, ovvero alle Rappresentanze sindacali unitarie. Lo precisa la circolare firmata il 20 agosto dal ministro della Pubblica amministrazione, Marianna Madia.

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