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RIFORMA 26 Agosto Ago 2014 0055 26 agosto 2014

Scuola, Giannini: «Supplenze addio»

Il ministro: «Non fanno bene a nessuno. Puntiamo su merito».

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Stefania Giannini, ministro dell'Istruzione.

Le linee guida sono pronte. L'idea è quella di premiare il merito degli insegnanti ed eliminare il precariato. Il 'pacchetto scuola' è atteso sul tavolo del Consiglio dei ministri per venerdì 29 agosto.
«Sarà l'occasione per presentare la 'visione' del nostro governo sui temi dell'istruzione e in particolare della scuola, a cui seguirà poi un provvedimento che è in costruzione da mesi», ha spiegato il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, intervenendo al Meeting di Comunione liberazione il 25 agosto.
DETTAGLI DA DEFINIRE. Giannini ha assicurato che «il governo intende eliminare il precariato nella scuola». Non ha dato dettagli su come ciò potrà avvenire rimandandoli ai prossimi giorni, ma ha osservato che «le supplenze non fanno bene né a chi le fa né a chi le riceve».
La professione docente comprende l'insegnamento ma va anche oltre la didattica, occupandosi di compiti connessi all'aggiornamento dei docenti, alla formazione sulle Clil (insegnamento di una materia in lingua straniera), alla progettazione didattica per migliorare l'offerta formativa, all'utilizzo e funzionamento delle nuove tecnologie e altri temi.
«CHI FA DI PIÙ GUADAGNA DI PIÙ». «Chi fa di più prende più soldi» è l'idea di fondo dell'Esecutivo. Resta da vedere come il principio possa essere tradotto in pratica. Pare certo che non venga proposta tout court una tripartizione di qualifiche (tre gradi di carriera: insegnanti ordinari, esperti e senior) con un ripescaggio della cosiddetta legge Aprea.
A questo proposito i sindacati hanno già messo le mani avanti. «Se rispondono a verità le indiscrezioni di un intervento sugli scatti e di un tentativo di introdurre elementi di meritocrazia al di fuori di un sistema contrattuale», ha anticipato il leader della Flc-Cgil, Mimmo Pantaleo, «per noi è inaccettabile».
I SINDACATI INVOCANO IL RINNOVO DI CONTRATTO. Il leader della Cisl scuola, Francesco Scrima ha aggiunto: «Quando si punta sul lavoro e sulla professionalità bisogna pensare che lo strumento per valorizzare l'impegno è il contratto di lavoro, bisogna quindi puntare al rinnovo del contratto, bloccato da otto anni».
E d'accordo con lui si è detto pure il segretario della Uil scuola, Massimo Di Menna, secondo il quale se la riforma della scuola non prevedesse un impegno sul rinnovo del contratto «sarebbe molto negativo». A parte il personale della scuola, gli altri due grandi capitoli su cui il provvedimento del governo dovrebbe articolarsi sono l'autonomia scolastica e programmi e competenze degli studenti.
NESSUNA RIPERCUSSIONE SULL'ANNO SCOLASTICO. I contatti tra Giannini e Renzi sono stati molto fitti. Il Piano è stato elaborato negli uffici del Miur sulla base di quanto 'uscito' dai cantieri istituiti a viale Trastevere per fare una fotografia dell'esistente e avanzare possibili soluzioni; il premier ha poi valutato tra queste quelle «politicamente fattibili». Venerdì 29 agosto sono dunque attese le linee-guida «operative» che non hanno tuttavia ripercussioni immediate sull'anno scolastico che sta per iniziare.
Coi primi giorni di settembre parte una consultazione di forze politiche e sociali e viene aperto un dibattito destinato a proseguire per un paio di mesi. Poi il governo deve tirare le somme e procedere con i provvedimenti.
IN ARRIVO 1 MILIARDO PER LA SCUOLA. A differenza di quanto accaduto, talvolta, negli anni passati questo 'pacchetto scuola' non dovrebbe essere una misura a costo zero, ma un intervento coperto da un cospicuo stanziamento di risorse. Renzi ha parlato di 1 miliardo da prevedere nella legge di stabilità. E «investire sull'istruzione in un momento di crisi profonda vuol dire preparare la svolta radicale dei prossimi anni», ha assicurato il ministro Giannini.

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