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PARIGI 26 Agosto Ago 2014 2107 26 agosto 2014

Francia, presentato il nuovo governo di Valls

Nuova squadra con Emmanuel Macron all'Economia.

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Ségolène Royale, Manuel Valls e François Hollande.

François Hollande si gioca la sua ultima chance e si affida a un governo di fedelissimi. Dopo le dimissioni del premier Manuel Valls (poi reincaricato), il presidente francese ha 'varato' il nuovo esecutivo con un obiettivo: chi vuole farne parte deve condividere totalmente le linee del capo dell'Eliseo per guidare il Paese.
Per la sinistra socialista, il ribelle Arnaud Montebourg, gli ecologisti e gli antirigore, è notte fonda. Il nuovo ministro dell'Economia è Emmanuel Macron, 36 anni, liberal, uomo di Hollande, alle spalle grandi studi e ancor più grandi istituti bancari. Non c'è più spazio per chi punta i piedi contro la politica europea, per chi accusa la politica di rigore di essere la causa della crisi: «In momenti come questi - ha tuonato in serata il premier Valls in diretta al telegiornale - servono due cose, dignità e coerenza».
HOLLANDE A PICCO NEI SONDAGGI. Al 17% della popolarità, un minimo storico per un presidente, trascorso oltre metà mandato, Hollande ha capito che sarebbe stato meglio rischiare di non avere i voti in parlamento per non aver imbarcato altre sensibilità che reggere un'altra spallata dall'interno del governo. Manuel Valls, appena cinque mesi fa additato come uomo della provvidenza, ha già perso nove punti di popolarità, la sua poltrona brucia, ci sono 50 miliardi da trovare per rimettere in piedi i conti del Paese e i prossimi mesi porteranno lacrime e sangue.
POLEMICHE SUGLI ALTRI MINISTRI. La 36enne Najat Vallaud-Belkacem, prima discussa come portavoce del governo, poi come ministra dei Diritti della donna, dei Giovani e dello Sport, ora è addirittura prima donna responsabile dell'Educazione nazionale. Si sa che è il ministero forse più delicato per l'opinione pubblica francese, e stavolta è addirittura esplosivo, visto che la pimpante Najat vi sbarca a una settimana da un rientro a scuola che promette scintille, con l'esordio della riforma dei ritmi scolastici che ha fatto litigare per mesi tutti i francesi. Ma Najat è una creatura di Hollande, come Fleur Pellerin, arrivata al ministero della Cultura quanto meno a sorpresa. Restano tutti gli altri fedelissimi, Ségolène Royal compresa, a cominciare da Stephane Le Foll, portavoce e ministro dell'Agricoltura; escono i tre ammutinati, Montebourg, Benoît Hamon e Aurelie Filippetti. Christiane Taubira, personaggio emblematico della sinistra, da alcuni indicata anche lei in uscita, resta invece al suo posto di Guardasigilli. Il governo è monocolore, la sinistra del partito e le voci dissidenti sono state fuori. Fin dai prossimi giorni si capirà quante possibilità ha Hollande di vincere questa sua estrema scommessa.

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