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VERTICE 26 Agosto Ago 2014 1725 26 agosto 2014

Ucraina, stretta di mano tra Putin e Poroshenko

Secondo faccia a faccia tra i leader da quando è scoppiata la crisi.

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Vladimir Putin.

Il leader del Cremlino Vladimir Putin ha dichiarato al vertice tra Unione doganale-Ue-Ucraina, che la Russia «ha sempre rispettato e rispetta la scelta fatta da altri Paesi ma non a danno e a spese degli interessi di altri Paesi» come riferito dall'agenzia Itar-Tass.
«DIALOGO DI PACE». Putin si è detto convinto al vertice di Minsk che la crisi ucraina «non può essere risolta attraverso l'ulteriore escalation dello scenario di forza, senza prendere in considerazione gli interessi sostanziali delle regioni sudorientali del Paese, senza un dialogo di pace con i loro rappresentanti».
Il leader del Cremlino ha poi fatto sapere che l'accordo di associazione tra Ucraina e Unione europea può costare alla Russia più di 100 miliardi di rubli (circa 2,10 miliardi di euro).
PROTEGGERE IL MERCATO. Mosca dovrà cancellare il regime preferenziale ed introdurre quello standard (usato anche per la Ue) per l'import ucraino come misura per proteggere il proprio mercato quando sarà attuato l'accordo di associazione tra Kiev e Bruxelles, ha ribadito Putin al vertice di Minsk, richiamando l'accordo di libero commercio della Csi (Comunità stati indipendenti) e le norme Wto, e sottolineando che non si tratta di una «discriminazione».
STRETTA DI MANO CON POROSHENKO. Durante la cerimonia della foto di gruppo al palazzo dell'indipendenza di Minsk per il vertice, Putim e il leader ucraino Poroshenko si sono stretti la mano. È questo il secondo contatto tra i due leader dopo quello del 6 giugno in Normandia per i 70 anni dello sbarco degli alleati.
Il presidente ucraino si è detto pronto a discutere varie possibili «exit strategy» dalla crisi per mettere fine alle violenze a Est, consapevole che «tutti gli attori coinvolti vorrebbero uscirne con dignità».
CATTURATI 10 PARACADUTISTI RUSSI. Intanto, nel conflitto in Ucraina orientale, il Cremlino ha dovuto incassare un colpo imbarazzante: la cattura di 10 parà russi. Uno sconfinamento casuale, ha sostenuto Mosca, ma Kiev sembra avere adesso in mano la prima vera prova tangibile delle ripetute violazioni della frontiera da parte dei russi che denuncia da tempo.
PESO DELLE SANZIONI SULL'ECONOMIA RUSSA. Il braccio di ferro delle sanzioni tra Mosca e Occidente, nel frattempo, fa sentire i propri effetti negativi sull'economia russa costringendo a tagliare le previsioni di crescita del Pil per il 2015 dal 2 all'1% e a rivedere al rialzo le stime dell'inflazione: dal 6 al 7-7,5% per il 2014 e dal 5 al 6,5% per il 2015.

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