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FOCUS 27 Agosto Ago 2014 2044 27 agosto 2014

Immigrazione, Frontex Plus: i limiti dell'operazione Ue

Ha risorse ridotte. E non si occuperà del soccorso ai migranti.

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da Bruxelles

Angelino Alfano e Cecilia Malmstrom.

Trasformare Mare nostrum in Mare vostrum. È questa la speranza del ministro dell'Interno Angelino Alfano che il 27 agosto da Bruxelles, insieme con il commissario Ue per gli Affari interni Cecilia Malmstroem, ha annunciato l'inizio dell'operazione Frontex Plus definendola «un premio alla fatica dell'Italia».
Grazie a Frontex Plus, ha spiegato Alfano a palazzo Berlaymont, «oggi ci sono tutte le basi per superare Mare nostrum».
IL VIA A NOVEMBRE. Basi che devono però ancora essere definite: l'operazione concordata con l'Ue dovrebbe infatti partire a novembre. Per questo lo stesso ministro ha precisato: «Il nostro obiettivo è avviare Frontex Plus e poi ritirare Mare nostrum. Se vi è il presidio del Mediterraneo da parte dell'Ue, come abbiamo sempre chiesto, e quel presidio è più forte di come lo era il giorno della tragedia di Lampedusa nell'ottobre scorso, quella protezione della frontiera marittima sarà più solida che in passato. Questa è l'operazione Frontex Plus».
In pratica, spiegano alla Commissione: «La copertura con mezzi navali e aerei arriverà fino alle acque marittime italiane e questo permetterà all'Italia di arretrare la sua flotta che finora era presente sino al fronte libico». Con Frontex Plus Roma potrà quindi ridurre i costi perché diminuisce il fronte marittimo da presidiare.
FUNZIONI DIVERSE DA MARE NOSTRUM. Come ha però sottolineato Alfano la nuova operazione non svolgerà le stesse funzioni di Mare nostrum. La differenza è che Frontex Plus si occuperà di «identificazione delle navi e salvaguardia delle frontiere dell'area Schengen nel Mediterraneo, ma non di soccorso e salvataggio», spiegano alla Commissione.
Un controllo che, quindi, per quanto permetterà a Roma di ritirare le sue navi dal confine con le acque libiche sino a quelle italiane, non la sottrarrà dalla responsabilità di provvedere al soccorso dei barconi nel momento in cui questi arrivano sulle coste dello Stivale.

Il budget di Frontex è limitato: 90 milioni di euro

Varsavia: la sede di Frontex, agenzia per il controllo delle frontiere esterne dell'Unione europea.

Porre fine definitivamente a Mare nostrum sembra quindi per ora solo un sogno. L'operazione costa all'Italia 9 milioni di euro al mese e per sostituirla servirebbero risorse economiche di cui per ora Frontex non dispone: l'agenzia europea che dovrebbe sorvegliare i confini di tutta l'Unione ha un budget complessivo di quasi 90 milioni di euro all'anno. Troppo pochi.
Per ora «tutti i Paesi dell'Ue avranno un ruolo forte per aiutare l'Italia con più soldi e più uomini», ha dichiarato il commissario Malmstroem. «Mi aspetto che tutti diano il loro contributo». Di risorse vere e proprie però ancora non si è parlato. «L'Italia ha presentato una proposta dettagliata con cifre e il numero di mezzi necessari», spiegano a palazzo Belraymont, «la richiesta sarà ora analizzata e si dovrà trovare un accordo con Frontex».
OBIETTIVO: TROVARE I FONDI. La missione per ora quindi più che in mare si gioca a terra e consiste nel trovare i fondi necessari per tenere fede all'annuncio fatto dal commissario Malmstroem. «A nome dell'Europa voglio ringraziare l'Italia per l'immenso lavoro svolto: i vostri uomini hanno salvato decine di migliaia di vite umane», ha detto il commissario Ue dopo il vertice con Alfano, «ma l'Italia non può più sopportare da sola lo sforzo. Serve passare dalla solidarietà a passi concreti».
Un appello quello di Malmstroem che Alfano auspica venga accolto da tutti: «Speriamo di trovare sensibilità per un contributo delle navi e degli elicotteri necessari per presidiare il fronte nel Mediterraneo», ha ricordato il ministro, «mezzi che chiederemo a Frontex e a tutti gli altri Paesi».
OCCORRE MODIFICARE IL BILANCIO 2015. Per ora le uniche risorse disponibili sono quelle esistenti «che dovranno essere individuate e reimpiegate», spiegano a Bruxelles, «in attesa di una richiesta strutturale per modificare il bilancio 2015 e dare a Frontex risorse aggiuntive». Una richiesta che la Commissione auspica venga fatta al più presto, «approfittando della guida italiana alla presidenza europea e dell'appoggio del parlamento che ha già chiesto 20 miliardi aggiuntivi per l'agenzia Frontex. Bisogna però vedere se i Paesi sono favorevoli», osservano alcuni funzionari.
La palla passa dunque agli Stati membri che entro la prima settimana di settembre dovrebbero accogliere la richiesta fatta sull'uso delle risorse presenti. Più tempo sevirà invece per la questione strutturale sulla modifica al bilancio 2015, che richiede il passaggio al Consiglio e al parlamento. In attesa di un emendamento, le risorse dovranno essere rastrellate qua e là. Attraverso un'operazione che il commissario Malmstroem ha definito di «vacuum cleaning».

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