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BUFERA 27 Agosto Ago 2014 1258 27 agosto 2014

M5s, scontro Di Battista-Castelli: Grillo stoppa le interviste

Tensione interna. C'è chi vuole dialogare con Orlando.

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Laura Castelli, deputata M5s.

Stop alle interviste. Da desso parla solo Luigi Di Maio. Per tutti. La stretta del Movimento 5 stelle ai contatti con la stampa è arrivata il 26 agosto attraverso il blog di Beppe Grillo: «Il Movimento 5 Stelle non apre a Renzie, non bacchetta Di Battista e non è pronto a votare nessuna misura urgente per l’economia insieme a lui. Chi afferma il contrario non ha capito nulla del M5S. Si raccomanda ai parlamentari di rilasciare il minor numero possibile di interviste ai giornali in quanto vengono sistematicamente stravolte cambiando il titolo rispetto al contenuto».
NESSUNA APERTURA A RENZI. Ma, secondo quanto scritto da Fatto quotidiano e Repubblica il 27 agosto, dietro il monito di Beppe ci sarebbe qualcosa di più. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l'intervista rilasciata dalla deputata Laura Castelli al Fatto. Con le sue parole, Castelli, sembrava aprire a un dialogo con Renzi: «Ha farfugliato in questi giorni di togliere gli 80 euro per abolire l’Irap. Bene, noi una misura di questo tipo la voteremmo. Pare di capire che ci sia anche l’intenzione di abolire Equitalia, anche se in aula la maggioranza ha ucciso il nostro ddl sul tema».
Ben due possibili punti di incontro. Troppi per Grillo, che si è affrettato a smentire qualsiasi forma di dialogo possibile col governo.
Quindi una critica non troppo velata ad Alessandro Di Battista e alla sua posizione incline al «dialogo» con l'Isis: «Ho trovato il post inopportuno nei toni e nei tempi», ha detto Castelli al Fatto.
SCONTRO SULLA CHAT INTERNA. La verità, hanno spiegato i giornal in edicola il 27 agosto, è che dentro i 5 stelle sembrano covare invidie e gelosie. E le fazioni si stanno delineando. Sede dello scontro la chat interna del Movimento, sulla quale Castelli sarebbe stata ancora più dura nei confronti del collega: «Basta con le figure di merda di Di Battista». Un'uscita che ha provocato la reazione di Tiziana Ciprini, corsa a difendere Di Battista sempre nella chat: «Dubbi di fine estate ma mi domando, secondo voi la Castelli rientra o non rientra tra i montati di testa?». Ancora più dura la battuta riportata su Repubblica: «Tu canti e gli altri fanno il controcanto. Fai vivere di luce riflessa».
Castelli ha anche provato a scusarsi con i colleghi: «Ho detto solo che per me non era il momento di fare quell’intervista. La frase sul fatto che spero che tra attivisti ed eletti si resti in armonia con quanto creato da Beppe e Casaleggio era generica: se avessi voluto riferirmi a persone precise avrei fatto nomi». Ma le tensioni restano.
TROPPE IMPOSIZIONI DALL'ALTO. Alla base ci sarebbe anche il diktat, arrivato da Gianroberto Casaleggio di non presentarsi all'incontro con il ministro della Giustizia Orlando: «Avevamo già pronte le nostre proposte su prescrizione e falso in bilancio», ha confermato un parlamentare citato dal Fatto quotidiano, «la discussione non era del tutto chiusa, ma dall’alto hanno deciso per noi».
Insomma, il decisionismo delle eminenze grigie non convince più, tanto che alcuni parlamentari starebbero seriamente valutando l'ipotesi di inviare le proprie proposte al ministro Orlando.
Settembre potrebbe essere il mese della resa dei conti, con una riunione convocata per discutere di questo e altri temi, come l'ascesa di Luigi Di Maio o la gestione della comunicazione. Grillo e Casaleggio sono avvisati, il Movimento che hanno creato potrebbe presto sfuggire loro di mano.

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