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GOVERNO 27 Agosto Ago 2014 1515 27 agosto 2014

Riforma giustizia, in Cdm decisione sui temi chiave

Nodi intercettazioni e prescrizione.

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Il ministro della Giustizia Andrea Orlando.

Nella maggioranza c'è qualche divergenza di troppo. E così la riforma della giustizia rischia di frenare bruscamente proprio vicino al traguardo.
Una delegazione del Partito democratico ha incontrato il Guardasigilli Andrea Orlando e il gruppo del Nuovo centrodestra.
Constatando che sui 12 punti chiave pronti a cambiare la giustizia italiana ci sono ancora differenti vedute.
«Il ministro è pronto. Con il premier deve valutare se alcuni temi portarli al Consiglio dei ministri di venerdì 29 agosto o in un prossimo Cdm», hanno spiegato dal Pd.
Il problema però resta convincere il principale alleato di governo: «Con il Ncd su prescrizione e intercettazioni ci sono opinioni e approcci diversi».
DIFFERENZE DI APPROCCIO. Interpellato a riguardo, il ministro Orlando ha spiegato che «sono emerse differenze di approccio anche sulle priorità di cui riferirò al Consiglio dei ministri, mantenendo però l'obiettivo di portare in quella sede tutto il lavoro elaborato».
Gli scogli riguardano tutti la materia del penale e in particolare gli interventi su prescrizione, intercettazioni e sui limiti che si vorrebbero introdurre all'impugnazione delle sentenze in Appello e in Cassazione.
RENZI: «DIMEZZARE CAUSE CIVILI». Mentre c'è piena condivisione sulla riforma del processo civile: non a caso il premier - a cui tocca il difficile compito di sbrogliare la matassa - preferisce enfatizzare con un tweet i risultati che si vogliono raggiungere con questo altro intervento: «Dimezzare entro 1.000 giorni l'arretrato», far durare il procedimento di primo grado un anno rispetto ai tre che ci vogliono oggi e ridurre a metà (e dunque a 20 giorni) la chiusura estiva dei tribunali.
Il responsabile Giustizia del Ncd, Nico D'Ascola, ha chiesto una riforma «complessiva» della giustizia, invocando un «approfondimento» anche sui limiti che si vorrebbero introdurre per il ricorso in Appello e in Cassazione e in particolare sulla norma che in caso di doppia condanna permetterebbe l'impugnazione davanti alla Suprema Corte solo per violazione di legge.
Perché, senza «opportuni temperamenti», limitare Appelli e ricorsi e allungare i termini di prescrizione «può seriamente esporre al rischio di sacrificare garanzie fondamentali del cittadino», come ha affermato preoccupato il vice ministro alla Giustizia Enrico Costa.
RESPONSABILITÀ DELLE TOGHE. Quel che pare certo è che la nuova responsabilità civile delle toghe sia pronta ad arrivare in Cdm sotto forma di ddl delega.
In caso di malagiustizia il cittadino farà ricorso allo Stato che potrà rivalersi sul magistrato fino al 50% dello stipendio.
FORZA ITALIA MOLTO CRITICA. Pronta a fare le barricate Forza Italia: «La riforma prospettata negli incontri di questi giorni e adombrata sui giornali ha contenuti che ci vedranno all'opposizione in maniera dura».
Secondo Il Mattinale - la nota politica degli azzurri alla Camera - «i patti segreti sono quelli con l'Associazione nazionale magistrati, che fa finta di essere scontenta ma gongola, per la soddisfazione dei manettari, Repubblica in primis, ma non scherza neanche il Corriere».
Mentre la Lega Nord, evidenziando il «braccio di ferro» nella maggioranza, si è detta certa che «le soluzioni non verranno dal Consiglio dei ministri, ma dall'incontro che non Orlando ma Renzi avrà in un Nazareno 2».

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