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GOVERNO 28 Agosto Ago 2014 1650 28 agosto 2014

Lavoro, Poletti: «Nessun intervento su pensioni»

Smentisce i dissapori con Renzi. «Art.18? No a un braccio di ferro».

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Ministro del Lavoro Giuliano Poletti.

Il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Giuliano Poletti ha chiarito che non è previsto «nessun intervento sulle pensioni in Legge Stabilità», dopo le ipotesi di «prelievo» circolate negli ultimi mesi. «In linea di principio», ha continuato, «senza far riferimento ad alcun progetto, avevo detto una cosa che credo normale, che possa esserci un atto di solidarietà nel sistema previdenziale. Che bisognerebbe trovare un modo per gestire insieme equità e crescita».
«CAMBIAMENTO NECESSARIO». Il ministro ha avvertito che nel mercato del lavoro è necessario un cambiamento indispensabile: «Se non lo produrremo faremo molte riflessioni, molte analisi ma non porteremo a casa risultati». «Fiducia, se tutti insieme faremo questo sforzo e tutti ci prenderemo un pezzetto di responsabilità i risultati non potranno che arrivare».
«ART. 18: NO A UN BRACIO DI FERRO». Per quanto riguarda il discusso articolo 18, il ministro ha affermato che «impiantare un braccio di ferro sull'art.18 senza impiantare un approccio complessivo» di riforma del mercato del lavoro «è un controsenso». «Tutte le volte che ci siamo infilati in una bella scazzottata sull'articolo 18 non abbiamo combinato niente, tante legnate ma risultati zero». E ha spiegato: «Per questo abbiamo fatto la Legge Delega. Una discussione politica ci sta tutta, ma per il ministro quello è il testo di riferimento, è il testo del governo».
«FLESSIBILITÀ E COSTI PIÙ BASSI». Sull'introduzione di nuove forme contrattuali per il ministro serve «una riflessione», una «una valutazione nel concreto», a proposito del contratto a tutele crescenti previsto dal «jobs act», in legge delega: servirà, ha sottolineato, «un costo più basso quantomeno nella fase iniziale, altrimenti tutti gli imprenditori userebbero la formula più efficiente ed economica per le imprese». Servono «caratteristiche diverse di flessibilità e costo, serve una buona regolazione: non crea posti di lavoro da sola ma condiziona le decisioni delle imprese, è un elemento che pesa sulle scelte», dalle assunzioni agli investimenti.
«NESSUN DISSAPORE CON RENZI». E a una domanda sulla posizione odierna nel governo Renzi Poletti ha risposto di sentirsi «stabilissimo», smentendo le indiscrezioni di stampa circolate sul suo rapporto con Matteo Renzi: «Dissapori col premier? Assolutamente no. Gli ho parlato anche ieri», ha assicurato.

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