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BRUXELLES 28 Agosto Ago 2014 1710 28 agosto 2014

Mogherini Lady Pesc, bocciata dalla stampa Ue

Per Ft e Le Monde sarebbe una scelta «deludente» e «sbagliata».

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Il ministro degli Esteri, Federica Mogherini.

Proprio quando Federica Mogherini sembra ormai a un passo dalla guida della politica estera europea, vicina alla nomina di Lady Pesc, due tra le più blasonate testate europee, il Financial Times e Le Monde, hanno definito la sua eventuale scelta da parte dei leader dei 28 «deludente» se non addirittura «sbagliata».
Ed Elmar Brok, eurodeputato tedesco molto vicino alla cancelliera Angela Merkel, nonché presidente della commissione Esteri del Pe, pur non avanzando obiezioni è sembrato prendere le distanze sottolineando che «è una decisione che spetta ai socialisti».
QUOTATO IL PREMIER POLACCO. Intanto, in vista del vertice Ue di sabato 30 agosto, volto a decidere anche il nome del successore di Herman Van Rompuy alla guida del consiglio Europeo, per questo posto prende sempre più quota la candidatura del popolare Donald Tusk, attuale premier polacco. Un personaggio che potrebbe soddisfare le richieste di 'riconoscimento' avanzate dai Paesi dell'Est e bilanciare l'atteggiamento troppo filo-russo che alcuni imputano a Mogherini. Ma è proprio sul nostro ministro degli Esteri che sono piovute le critiche del Financial Times il 28 agosto.
«SERVE UN PEZZO DA NOVANTA». Il quotidiano finanziario, in un editoriale, ha osservato come l'Europa, oggi più che mai, abbia bisogno di un capo della diplomazia «forte» che possa aiutare l'Ue ad acquisire un maggior peso sulla scena internazionale. Serve insomma, secondo il Financial Times, un «pezzo da novanta» e, in questa ottica, se la scelta dovesse cadere sull'attuale ministro degli Esteri italiano, sarebbe «deludente».
«In un momento di notevoli tensioni», ha rilevato il giornale, «l'Ue avrebbe potuto puntare su personaggi come lo svedese Carl Bildt o l'olandese Frans Timmermans».
«LE MANCA L'ESPERIENZA». Secondo il francese Le Monde, quella di Mogherini per Lady Pesc sarebbe addirittura «la scelta sbagliata». Nell'editoriale di prima pagina, il giornale ha spiegato che la sua candidatura «soddisfa comodamente diverse condizioni», perché è donna, socialdemocratica e brava con le lingue straniere». «Tutte tranne una: l'esperienza - e l'aura personale che questa conferisce». Verrebbero così soddisfatti, ha aggiunto Le Monde, quei Paesi che «non vogliono assolutamente un peso massimo politico o un diplomatico navigato» come Alto rappresentante, perché «questi profili rischierebbero di intralciare le loro ambizioni nazionali».

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