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DOPO LA RIFORMA 29 Agosto Ago 2014 2048 29 agosto 2014

Giustizia, la nuova prescrizione può inguaiare Berlusconi

Tempi congelati e niente 'tagliola' sul caso compravendita senatori.

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Silvio Berlusconi e Sergio De Gregorio.

Chissà se nel famigerato e oscuro patto del Nazareno Renzi-Berlusconi era compreso anche il tema della giustizia.
Di sicuro, non nei termini della riforma presenata dal ministro Orlando.
Perché le nuove norme sullo stop temporaneo alla prescrizione messe in cantiere in un disegno di legge dal governo potrebbero incidere anche su uno dei procedimenti a carico di Silvio Berlusconi, evitando che scatti la 'tagliola'. Un piccolo sgarbo, insomma.
L'ACCUSA È DI CORRUZIONE. Il particolare, il processo in questione è quello con al centro la cosiddetta compravendita dei senatori nel quale il leader di Forza Italia rischia, in teoria, una condanna pesante data l'accusa di corruzione.
Nessun effetto, invece, avranno sul caso Ruby, mentre per quanto riguarda le altre vicende che vedono coinvolto l'ex premier, i casi 'Ruby ter' ed 'escort Bari', la nuova normativa non stravolgerà i tempi.
SI RIPARTE IL 17 SETTEMBRE. Sul processo per la presunta compravendita dei senatori, e in particolare dell'ex parlamentare Sergio De Gregorio, iniziato davanti al tribunale di Napoli l'11 aprile e che riparte il 17 settembre, incombe, infatti, il rischio prescrizione perché la 'tagliola' dovrebbe scattare tra poco più di un anno, nell'autunno del 2015.
Col 'vecchio regime', dunque, sarebbe praticamente impossibile arrivare a una sentenza definitiva in Cassazione entro quella data.
CONGELAMENTO DI DUE ANNI. Se il nuovo sistema della prescrizione diventerà legge, invece, come ha spiegato il ministro della Giustizia Orlando, verranno congelati per due anni i termini di prescrizione dopo una sentenza di condanna di primo grado ed entro quei due anni dovrà essere celebrato l'Appello.
Il ministro poi ha chiarito anche che il nuovo sistema «entra in vigore dopo la sentenza di condanna di primo grado, a seguito del vigore della legge» e che «tutte le sentenze di primo grado saranno definite dal nuovo regime».
Dunque, se entro l'autunno del 2015 arrivasse una condanna per Berlusconi a Napoli e la legge fosse già in vigore, la prescrizione verrebbe bloccata per due anni per celebrare anche l'Appello.

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