Riforma Giustizia Alfano 140829062338
SVOLTA 29 Agosto Ago 2014 0620 29 agosto 2014

Giustizia, riforma Renzi: la vittoria di Alfano

Nel decreto c'è la stretta sulle intercettazioni.

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Il ministro dell'Interno Angelino Alfano.

Non è ancora stato scritto l'ultimo atto sulla riforma della Giustizia, ma il finale è noto: il governo di Matteo Renzi è destinato ad approvare un testo che rivoluzioni sia la materia civile sia quella penale. E anche se il Guardasigilli Andrea Orlando avrebbe voluto riflettere ancora sul nodo intercettazioni, la riforma comprenderà anche una svolta sul tema, così come ha chiesto, e ottenuto, il Nuovo centrodestra di Angelino Alfano.
RENZI CEDE AD ALFANO. Alla fine, dunque, il ministro dell'Interno è riuscito a convincere il premier che, pur di smaltire la montagna di cause civili, ha deciso di cedere. Anche se nei piani del governo c'è il varo di un disegno di legge delega a tutela della privacy delle intercettazioni. Che tradotto significa: Palazzo Chigi chiede al parlamento di aver mano libera per fissare le nuove regole, mentre il ministro della Giustizia - come aveva già comunicato - procederà non prima di aver consultato direttori di giornali e operatori dei media.
TUTELARSI DAL CAV. Per capire la linea inflessibile del Ncd serve guardare a destra. La formazione del titolare del Viminale, infatti, ha voluto mostrarsi inflessibile per evitare una riforma che facesse apparire i magistrati come i veri vincitori. E poi per tutelarsi dagli attacchi degli ex colleghi di partito: dunque Alfano non s'è voluto mettere contro Renzi, ma contro Silvio Berlusconi.
SÌ AI DUE PACCHETTI. A confermare il sospetto sono poi stati Fabrizio Cicchitto e Gaetano Quagliariello, ex fedelissimi del Cav che di tornare in Forza Italia non ne vogliono sapere e a favor di telecamera hanno precisato come sia «escluso che il governo non possa approvare il pacchetto civile e quello penale».
NODO PRESCRIZIONE. La 'vittoria' del Ncd sul tema giustizia riguarda anche il ricorso in Appello e in Cassazione: anche questi aspetti devono essere regolati da una legge delega.
Alfano ha poi ottenuto che la prescrizione di interrompa al termine del processo di primo grado, ma solo dopo che una norma transitoria sarà approvata dal parlamento.
Insomma, la riforma non ha intenzione di scavalcare le Aule e sono previsti diversi stop per trovare le intese. Salvo che sull'arretrato civile: neppure Berlusconi vuole porre paletti e quindi il decreto dovrebbe viaggiare ad alta velocità.

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