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MAMBO 30 Agosto Ago 2014 1115 30 agosto 2014

Caro Renzi, sparate e siparietti non ti aiutano

I leader prima di lui sono stati, salvo poche eccezioni, tutti detestati. Matteo è diverso, e merita fiducia. Ma ha il dovere di aiutare chi ancora non lo odia. Evitando comportamenti a rischio.

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Matteo Renzi ha mangiato il gelato dopo la riunione del Consiglio dei ministri.

Credo che Renzi piaccia a molti italiani e lui lo sa. Forse sottovaluta che ci sono altrettanti italiani, forse di più, a cui non piace e una minoranza di questi antipatizzanti non lo sopporta per nulla e molti di loro, infine, sono di sinistra.
Basterebbero queste piccole considerazioni per spingere il premier a modificare, come in tanti gli chiediamo, la sua strategia di comunicazione. La politica è una strana cosa che generalmente dà, negli ultimi tempi, discredito. La cosiddetta 'gente' non la ama, anche se tutti vorrebbero fare i parlamentari come i dilettanti di Grillo, ma anche della Lega o del Pd.
Il non amore fino al disprezzo per la politica è un sentimento diffuso che nasce da delusioni profonde. Spesso gli elettori si auto-assolvono ed è facile, tanto per dirne una, trovare oggi fra i più accesi anti-berlusconiani coloro che lo hanno per due decenni sostenuto, così come trovare odio verso la sinistra post-Pci in personaggi che sono stati legati a doppio filo con la nomenclatura di quel partito.
LA POLITICA AI TEMPI DELL'ODIO. Resta il fatto che prima di Renzi chi faceva la politica è stato generalmente detestato. Hanno fatto eccezione per lunghissimi anni Berlusconi e per pochi mesi Mario Monti. Nessun leader dell'Ulivo è stato popolare. Con buona pace dei seguaci del professor Prodi o del mio amico D'Alema.
Renzi sembrava e sembra aver scosso questo muro di ostilità e di indifferenza. Conta la sua giovane età, il suo buon umore in un mondo di piagnoni, la sua leggerezza in un ambiente pieno di statisti autonominati. Questo sentimento pro-Renzi è profondo. Per molti mesi commentatori autorevoli hanno inneggiato a lui quando sembrava voler rottamare solo la vecchia classe dirigente dell'ex Pci. Oggi invece sono delusi.
RENZI AIUTI CHI NON GLI VUOLE MALE. Passato D'Alema, passata la festa. Invece resto dell'avviso che spendere ancora molte carte su Renzi valga la pena e non solo perché non si vede il successore. Ma soprattutto perché c'è nel suo protagonismo un portato positivo, fatto di ottimismo, buoni propositi, attacco a tutte le incrostazioni, che serve all'Italia. Ma Renzi deve aiutare chi non gli vuole male.
Piccole cose, per cominciare. Se un giornale straniero lo sfotte non è necessario replicare. La scena del 29 agosto con il gelato è stata stucchevole. Cose meno piccole. Dica agli italiani che farà ciò che potrà fare ma che la situazione è difficile. È una linea di confine molto stretta quella che separa il pessimismo dall'autodenigrazione, ma può essere difesa sempre e solo dicendo la verità. Sulla famosa squadra non insisto più. Non la farà. Cerchi almeno di non prendersi un raffreddore perché immaginare uno dei suoi giovani sostenitori fare le sue veci a Palazzo Chigi fa tremare i polsi.

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