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DIRITTI CIVILI 31 Agosto Ago 2014 1706 31 agosto 2014

Adozioni gay, indignazione sul web per il manifesto di Fratelli d'Italia

«Un bambino non è un capriccio». È polemica sui social network.

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Per Fratelli d’Italia - Alleanza nazionale, il desiderio di un bambino da parte di una coppia omosessuale è «un capriccio» intollerabile.
Dopo il primo sì arrivato dal tribunale dei minori di Roma, che venerdì 29 agosto ha riconosciuto la legittimità dell'adozione di una bambina da parte di due donne, il partito di Giorgia Meloni ha deciso di realizzare un manifesto, con un fotomontaggio contro le adozioni di bambini da parte delle coppie omosessuali, che sta circolando sui social network suscitando un'ondata d'indignazione.
UN BAMBINO TRA SGUARDI TORVI. L'immagine, secondo quanto reso noto su Twitter dal responsabile comunicazione del Partito democratico, Francesco Nicodemo, sarebbe del fotografo Oliviero Toscani: «Toscani sa che avete utilizzato un suo scatto per un manifesto che dire omofobo è poco?».

FIDANZA HA RIMOSSO L'IMMAGINE. L’immagine è stata postata su Facebook da Carlo Fidanza, membro dell'esecutivo nazionale di Fratelli d'Italia. Ai commenti ricevuti, Fidanza ha replicato: «La vostra è una battaglia puramente ideologica (appunto, un capriccio), chissà quanti di voi hanno davvero tutta questa voglia di diventare genitori». Salvo poi rimuovere la foto, con queste considerazioni:



OLIVIERO TOSCANI: «UN FOTOSCIPPO». Ed ecco invece come ha commentato la vicenda il fotografo Toscani, che ha definito l'operazione di comunicazione di Fratelli d'Italia un «fotoscippo»:

NCD IN TRINCEA. Con laripresa dei lavori in Parlamento, prevista per la prossima settimana, dovrebbe intanto chiarirsi meglio il destino della stepchild adoption (la possibilità di riconoscere il figlio del partner)per le coppie gay. Il Nuovo centro destra di Alfano è pronto ad alzare le barricate: il partito ha fatto sapere che «si opporrà a qualsiasi apertura legislativa che preveda adozioni da parte di coppie omosessuali». Il portavoce nazionale del partito, Barbara Saltamartini, ha detto che occorre «far emergere i rischi di una pericolosa deriva, sia giuridico-legislativa sia etica, che può scaturire» dalla sentenza del Tribunale romano.
GASPARRI: «UNA SENTENZA VERGOGNOSA». Maurizio Gasparri, vicepresidente del Senato, ha definito la sentenza «vergognosa», lanciando l'allarme sull'avanzata «dell'esercito del male» che vuole combattere i temi etici.
PD: DESTRA «FERMA AL MEDIOEVO». La replica del Partito democratico non si è fatta attendere: «la destra italiana sui diritti civili è ferma al Medioevo, come confermto dalle posizioni di Fratelli d'Italia e di esponenti di altre forze politiche».
Il testo base per una legge che riconosca le convivenze gay, disciplini le unioni civili e contempli anche la stepchild adoption, del resto, esiste già, e porta la firma di Monica Cirinnà, relatrice del Pd in commissione Giustizia a Palazzo Madama. Il senatore democratico Marcucci ha spiegato: «Il Partito democratico ha preso alla lettera l'impegno del premier Renzi, a fare in tempi brevi una legge per riconoscere le convivenze delle coppie gay». Sul punto, insomma, si annuncia battaglia.

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