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RIFORMA HARTZ 1 Settembre Set 2014 1608 01 settembre 2014

Lavoro, il modello Germania: disoccupati dimezzati in 10 anni

Renzi si ispira alla ricetta tedesca: con flessibilità e i famosi mini jobs.

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Angela Merkel e Matteo Renzi.

Senza lavoro dimezzati in meno di 10 anni e tasso di disoccupazione più basso d'Europa secondo gli ultimi dati Eurostat riferiti a luglio: la Germania grazie alla riforma Hartz del mercato del lavoro varata tra il 2003 e il 2005, ha affrontato meglio degli altri Paesi la crisi economica riuscendo a ampliare la base occupazionale.
Il primo settembre il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha nuovamente citato il mercato del lavoro tedesco definendolo «un modello e non un nemico» e sottolineato la necessità di rendere il nostro sistema più simile a quello di Berlino.
NOI +6%, LORO -3%. In Italia il tasso di disoccupazione è aumentato tra il 2007 e il 2013 dal 6,1% al 12,2% (dati Eurostat) mentre in Germania è diminuito nello stesso periodo dall'8,7% al 5,3% (ma era al 10,5% nel 2004).
A luglio 2014 il tasso dei senza lavoro in Germania era al 4,9%, il più basso in Europa.
La diminuzione della disoccupazione tedesca è stata possibile grazie alla riforma Hartz, dal nome dell'ex consigliere d'amministrazione di Volkswagen che, sotto il governo Schroeder, diede vita fra il 2003 e il 2005 a una serie di provvedimenti sul mercato del lavoro nella Germania post-unificazione alle prese con circa cinque milioni di disoccupati.
SUSSIDI ESTESI A TUTTI. In quattro provvedimenti, la Germania ha rilanciato il suo welfare attraverso sussidi di disoccupazione universali, estesi cioè a tutti, purché si dimostri di essere in ricerca attiva di lavoro: i disoccupati vengono sollecitati con proposte di lavoro che, se non accettate, decurtano progressivamente l'indennità.
INTRODOTTI I MINI JOB. Oltre a buoni per la formazione, job center e agenzie interinali, Hartz ha introdotto i famosi, nel bene e nel male, 'Minijob', contratti di lavoro precari, poco tassati, senza diritto a pensione né assicurazione sanitaria; i Midjob, contratti atipici a 400 euro massimi; i finanziamenti a microimprese autonome e un maggior sostegno per gli over-50 che perdono il lavoro.
REDDITO DI CITTADINANZA. Infine, nella 'Hartz IV', è stato previsto un reddito di cittadinanza anche a chi non trova lavoro dopo aver completato gli studi, con contributi per la casa, la famiglia e i figli, un'assicurazione sanitaria.
Nel mercato quindi convivono l'alta flessibilità del lavoro (su modello americano) con il modello di welfare Nord-europeo (sostegno a chi dimostra di non trovare lavoro), ma con regole molto stringenti (come i lavori socialmente utili pagati un euro o un euro e mezzo l'ora per non perdere il sussidio di disoccupazione).
CROLLO DEL COSTO DEL LAVORO. Un mix che ha facilitato le assunzioni portando il costo del lavoro, che era cronicamente alto, a livelli così competitivi da rendere la Germania il secondo esportatore mondiale dopo la Cina (a volte superando Pechino).
SI SONO INDEBOLITI I CONSUMI. Ma che hanno anche indebolito i consumi, al punto da spingere i partner Ue e persino gli Usa, con l'amministrazione Obama, a chiedere a Berlino di sostenere la domanda interna pagando di più il lavoro: una richiesta che ha trovato risposta nell'introduzione del salario minimo quest'anno, anche se c'è chi dubita sia una misura sufficiente.

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