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CONFERENZA STAMPA 1 Settembre Set 2014 1446 01 settembre 2014

Millegiorni, Renzi presenta il programma

«Il countdown e la verificabilità dei risultati sono la grande rivoluzione nella politica italiana».

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Nella politica degli annunci, la nuova sfida di Matteo Renzi è il fact checking auto-imposto.
Il premier ha presentato il programma dei cosiddetti Millegiorni. Consultabile sul sito passodopopasso.italia.it.
RICETTA CONTRO «L'ANNUNCITE». «Oggi è la partenza. La presenza del countdown e della verificabilità dei risultati è la grande rivoluzione nella politica italiana. Nel momento in cui sei accusato di 'annuncite', malattia tipica di parte del ceto politico, rispondiamo con l'elenco di date a cui siamo auto-costretti».
Niente annunci di nuove riforme, ma l'impegno a risultati «verificabili».

LE OPPOSIZIONI NON SONO CONVINTE. Una missione che sembra non bastare alle opposizioni: Forza Italia intravede «il passo del gambero», mentre la Lega Nord ha bollato come «stupidaggini» le parole del premier. E Il Movimento 5 stelle già scommette contro la riuscita della «fantomatica agenda».

«È IL GIORNO ZERO». Cosa prevede il piano di lavoro? «Oggi parte il countdown, è il giorno zero. Ne restano mille. ogni giorno ci saranno elementi nuovi. Su questo saremo giudicati a maggio 2017».
Il presidente del Consiglio ha parlato anche delle accuse al suo operato: «Leggo di tanti giudizi rispetto al fatto che è finita la nostra luna di miele con gli elettori. Sono le stesse frasi che leggevo una settimana prima delle elezioni europee, quindi portano bene».

«SAREMO UN PAESE CIVILE». «Ho chiesto al ministro Boschi e a Delrio di aggiornare il numero dei decreti attuativi e lo strumento dei fondi europei costantemente sul sito. Entro 1.000 giorni saremo un Paese civile se non avremo arretrati sui dl attuativi e se i denari non saranno realmente dispersi come talvolta abbiamo suoi fondi europei».

«NUOVA STRATEGIA IN UE». Renzi ha quindi dedicato un passaggio anche all'Europa, dopo la nomina di Federica Mogherini a lady Pesc: «La partita della rilevanza italiana in Ue che non si esaurisce nella collocazione di una bandierina sulla poltrona, ma si tratta di imporre una nuova strategia all'Europa, e questa imposizione è un obiettivo di tutti i Paesi».
«La Bce il 18 settembre darà 200 miliardi di euro alle banche perché li diano alle imprese, noi vigileremo perché le banche diano soldi alle imprese».

Il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi durante la conferenza stampa. (Ansa)

Il premier ha riepilogato le riforme in fase di realizzazione in conferenza stampa con Maria Elena Boschi e Graziano Delrio a Palazzo Chigi: lavoro, riforma del Senato e legge elettorale, giustizia, semplificazione fiscale.
«GLI 80 EURO NON SONO UNA MANCIA». E poi il bonus: «Gli 80 euro? Altro che mancia elettorale, sono una scommessa politica che può piacere o meno, ma sono la più grande riduzione di tasse mai fatta e di aiuto al ceto medio. Si potevano dare ad altri? Noi riteniamo che si debbano dare la ceto medio per aiutare i salari dei lavoratori».
Insomma «non torniamo indietro sugli 80 euro: cercheremo di allargare il bonus, senza però creare false aspettative».
«ABBIAMO FATTO MOLTO». «Abbiamo fatto molto e mantenuto gli impegni», ha rivendicato Renzi, «ma non ci basta».
Del programma dei Mille giorni, ha spiegato il ministro Boschi, «il governo riferirà entro settembre in parlamento, con un'informativa o con comunicazioni del premier che potrebbero essere seguite da un voto, che non sarà però di fiducia».

«NESSUNA DISCUSSIONE SUL RIMPASTO». Capitolo post-Mogherini: «Un ministro ragionevolmente lascerà questo governo il 25 o 26 ottobre dopo il voto del parlamento europeo. Da un paio di giorni prima inizieremo a pensarci. Fino ad allora Federica Mogherini è il ministro degli Esteri. Non c'è nessuna discussione di rimpasto».

«SÌ AL CONTRATTO A TUTELE CRESCENTI». Renzi ha toccato pure l'argomento lavoro: «Con la delega riscriviamo lo statuto dei lavoratori, cambiamo gli ammortizzatori sociali, il che vuol dire guardare la luna anziché il dito». Per poi aggiungere: «Il contratto a tutele crescenti è uno strumento su cui credo ci possa essere un'ampia maggioranza in ambito parlamentare».
«LA GERMANIA? UN MODELLO, NON IL NEMICO». «Sul lavoro la Germania è un nostro modello, non un nostro nemico». Ci si deve rendere conto della necessità di «rendere il nostro mercato del lavoro come quello tedesco», ha detto Renzi.

«L'ARTICOLO 18 NON È IL PROBLEMA». In merito alla riforma, «il problema non è l'articolo 18, non lo è mai stato e non lo sarà».
L'articolo 18 «riguarda 3 mila persone in Italia, ma è caratterizzato da anni e anni come l'unico problema delle tematiche giuslavoristiche».

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