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RIMESCOLAMENTO 1 Settembre Set 2014 2132 01 settembre 2014

Rimpasto di governo, Alfano non vuole gli Esteri

Il leader Ncd preferisce restare al Viminale.

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Angelino Alfano e Matteo Renzi.

Il walzer di pedine nell'esecutivo è congelato.
C'è tempo per correre ai ripari: quasi due mesi. Lo ha spiegato Matteo Renzi: «Ragionevolmente un ministro lascerà questo governo il 25 o 26 ottobre».
Fino ad allora «non c'è alcuna discussione».
Si riferiva a Federica Mogherini, pronta a lasciare la Farnesina per il prestigioso incarico di Alto rappresentante per la politica estera e la sicurezza comune dell'Ue.
TROPPE CHIACCHIERE. Le troppe chiacchiere sul sostituto non sono piaciute al premier che ha rinviato la questione.
Le ipotesi per gli Esteri sono tante: si va dall'attuale ministro dell'Interno Angelino Alfano al vice ministro degli Esteri Lapo Pistelli, fino alla responsabile della Difesa Roberta Pinotti.
IL NCD SI OPPONE AL CAMBIO. La prima opzione, che vedrebbe l'arrivo al Viminale dell'attuale sottosegretario alla presidenza Graziano Del Rio trova però l'opposizione del Nuovo centrodestra e dello stesso Alfano che, dopo aver lasciato l'incarico di vice premier a febbraio, non intende rinunciare a un dicastero chiave come quello dell'Interno, soprattutto proprio dopo aver ottenuto un successo sul fronte immigrazione.
NIENTE RITUALI DA VECCHIA REPUBBLICA. Il governo preferisce remix interni, senza ricambi dall'esterno (tra gli altri si fa il nome dell'ex amministratore delegato di Luxottica Andrea Guerra che a febbraio rinunciò a far parte del governo) che comporterebbe un voto di fiducia delle Camere.
Un rituale che Renzi considera da vecchia Repubblica, proprio quel modello da cui ha sempre cercato di smarcarsi.
LA GIANNINI (SC) RISCHIA IL POSTO. In caso di rimpasto, in difficoltà potrebbe trovarsi il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini, rappresentante di un partito, Scelta civica, quasi azzerato dal voto delle Europee.

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