Eterologa 140729130430
ACCORDO 3 Settembre Set 2014 1655 03 settembre 2014

Fecondazione eterologa gratis, ma per donne in età fertile

Intesa tra Regioni: zero costi per le under 43.

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Una foto di archivio mostra un'inseminazione svolta in laboratorio, con l'iniezione dello spermatozoo nell'ovulo.

È stato licenziato il documento tecnico per l'introduzione della fecondazione eterologa: il testo è stato varato il 3 settembre dal tavolo costituito da tecnici del settore e funzionari regionali, con l'accordo preliminare di tutte le Regioni.
La commissione Salute della Conferenza delle Regioni ha quindi trovato un'intesa sulle linee guida, colmando il vuoto normativo dopo la bocciatura del divieto da parte della Consulta nell'aprile 2014.
Il 4 settembre devono essere portate all'attenzione dei governatori, ma il più è stato fatto.
PALETTI SUGLI ANNI. La fecondazione sarà gratuita o con ticket, prevista cioè nei Livelli essenziali di assistenza (Lea), ma con dei paletti rispetto agli anni delle donne riceventi, che devono essere in età potenzialmente fertile.
Previsto un limite massimo di età di 43 anni ai fini di poter ottenere il trattamento a carico del Sistema sanitario nazionale (Ssn).
Definiti anche il minimo e il massimo per l'età dei donatori: 20-35 anni per le donne e 18-40 per gli uomini.
PELLE DELLO STESSO COLORE. Il nato da fecondazione eterologa avrà lo stesso colore di pelle della coppia ricevente.
Per quanto possibile si manterrà, cioè, identico fenotipo della coppia ricevente in relazione a carnagione, capelli e gruppo sanguigno.
IL DONATORE POTRÀ RIVELARSI. Il nato avrà la possibilità di chiedere di conoscere l'identità del padre o madre biologici una volta compiuti i 25 anni di età: a questo punto il donatore viene ricontattato e, se lo decide, potrà rivelarsi.
Con l'eccezione di tale caso, il documento prevede l'anonimato del donatore: si potrà risalire a notizie relativi ad aspetti genetici del donatore solo per esigenze mediche del nato.
LIMITE MASSIMO DI 10 NATI. Si prevede un limite massimo di 10 nati per ogni donatore. La coppia che ha già avuto un figlio da eterologa potrà però chiedere di avere altri figli da eterologa con lo stesso donatore.

Il ministro Lorenzin frena: «Serve una legge»

Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin.

Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, tuttavia ha frenato gli entusiasmi, precisando: «Le Regioni fanno bene a lavorare insieme per trovare una linea comune, ma una legge è necessaria anche per l'inserimento dell'eterologa nei Lea e in materia di ticket. Ho inviato la bozza di decreto a Camera e Senato e auspico che il lavoro parlamentare sia veloce».
CHIAMPARINO: «PASSO AVANTI». Visibilmente soddisfatto è apparso il presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino, secondo il quale «l'accordo trovato sul documento tecnico rappresenta un deciso passo in avanti per rendere effettivo l'esercizio di un diritto che è di tutti i cittadini».
E il governatore del Veneto, il leghista Luca Zaia, si è detto «fiducioso che arriverà il sì alle linee guida da parte di tutti i governatori».
LA CHIESA: «AVERE UN FIGLIO È UN DONO». Dalla Chiesa, ovviamente, è arrivato un deciso stop. Avere un figlio «non è un diritto, ma un dono», e coloro che dovessero fare ricorso alla fecondazione eterologa possono incorrere in «un grave danno psicologico», è arrivato a dire il vescovo di Torino, mons. Cesare Nosiglia: «È doveroso che al più presto vengano date norme sicure per evitare il Far West, le derive eugenetiche, e l'instaurarsi di un subdolo mercato procreativo animato dalla 'patologia del desiderio' e dalla logica del figlio a tutti i costi».

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