Gasparri Della Valle 140903202121
L'ULTIMA SPARATA 3 Settembre Set 2014 1955 03 settembre 2014

Italo, Della Valle contro Gasparri: «Mantenuto, si dimetta»

Della Valle: «Vergognoso, venga cacciato».

  • ...

Questa volta, forse, Maurizio Gasparri non la passerà liscia.
Abituato a insultare a ripetizione politici, personaggi pubblici e semplici utenti su Twitter, è incappato in una disputa che potrebbe avere strascichi giudiziari e - chissà - anche istituzionali: quella con Italo.
L'ALLUSIONE AL FALLIMENTO. Il vice presidente del Senato aveva scritto un tweet alla compagnia ferroviaria alludento a un imminente fallimento, in risposta a una promozione dell'azienda.
Prima Ntv (Nuovo trasporto viaggiatori) ha comunicato in una nota di aver querelato Gasparri.

DELLA VALLE: «MANTENUTO». Poi è intervenuto Diego Della Valle, uno dei soci fondatori di Italo. Chiedendo la sua testa. «I cittadini italiani devono sapere bene da chi siamo politicamente guidati. Il senatore Gasparri, uomo politico buono per tutte le stagioni, mantenuto da noi italiani per decenni con stipendi principeschi, si è permesso di dichiarare pubblicamente il falso, augurando di fallire ad un'azienda italiana che occupa oltre 1.000 persone con età media di 28 anni, giovani orgogliosi del loro lavoro e felici di poter lavorare», è stato il contrattacco affidato a una nota.

Maurizio Gasparri (Imagoeconomica).

«NON PUÒ FARLA FRANCA». Insomma «questa vergognosa dichiarazione è un fatto pubblico e nessun politico, a nessun livello, si è preso il disturbo di rispondergli a tono. In un momento così delicato per l'economia del nostro Paese e per la drammatica situazione dell'occupazione giovanile non possiamo tollerare, come italiani, che il mondo politico si comporti in questo modo irresponsabile e arrogante nei confronti dei cittadini, pensando di potersi permettere di dire e fare quello che vogliono, sicuri, per la complicità che hanno tra di loro, di farla sempre franca».

«SI DIMETTA O VENGA CACCIATO». Quindi l'affondo finale: «Gasparri si deve dimettere o deve essere cacciato da chi ha l'autorità per farlo. Se rimarrà al suo posto con il silenzio del mondo politico vorrà dire che alla fine sono tutti uguali, pronti sempre a difendere le loro poltrone e i loro privilegi e che della tutela dei cittadini e dei loro bisogni se ne fregano. Noi esponenti del mondo del lavoro a tutti i livelli non dobbiamo più tollerare questi comportamenti vergognosi».

Correlati

Potresti esserti perso